Emilia Romagna - Territorio, C'è qualcosa che non va nell'ufficio di Bologna

Bologna -

Da diversi anni come lavoratori dell’Agenzia del Territorio conosciamo la produttività. Sappiamo che siamo sottoposti a carichi di lavoro sempre maggiori. Sappiamo come lo scorso anno, poiché risultiamo essere troppi in questo ufficio, siamo stati caricati di nuovi lavori, un esempio fra tutti: l’acquisizione dei soggetti da inserire in banca dati. Tutto questo lo subiamo senza condividere, ma subendo la programmazione e la conduzione dell’Amministrazione per cui lavoriamo.

 

Quest’anno l’inizio è ancora peggiore, oltre ai carichi di lavoro, succede che:

si cambia l’orario di apertura al pubblico degli sportelli senza tenere in nessun conto delle peculiarità degli uffici: in tutta Italia lo stesso orario. Diversi lavoratori rischiano di non poter più usufruire della flessibilità senza ottenere nulla in cambio;

 

gli interpelli, cosa richiesta sempre da RdB USB, per dare la possibilità a tutti i lavoratori dell’ufficio di partecipare e di conoscere quanto avviene in ufficio, non vengono fatti a tutti, ma solo ad alcuni, con il risultato, come è successo per la ricerca di personale per il Catasto Terreni, che una dipendente non è stata informata, quindi danneggiata da un sistema di interpello che non condividiamo; è il caso di rimediare!

Non è passato molto tempo da quando tutto l’ufficio, e anche personale della Direzione Regionale ha partecipato ad un notevole lavoro di recupero dell’arretrato sugli annotamenti, lo scorso anno abbiamo fatto notare che non capivamo i carichi di distribuzione, molto diverso tra i lavoratori su questa lavorazione. Ora veniamo a saper che il gruppo annotamenti, che era stato costituito perchè questa lavorazione funzionasse, di fatto viene a sciogliersi, ci troveremo tra un pò a dover rifare un recupero dell’arretrato su tale lavorazione? Ci era sembrato che tale gruppo funzionasse, perchè si cambiano le cose che funzionano?

 

Tutti i reparti sono interessati da cambiamenti, sempre in peggio, ma non riusciamo ad essere solidali, sul cambio di orario sembra che alcuni colleghi siano contenti "che la flessibilità la perdano tutti, non solo alcuni",“se un interpello non viene fatto a tutti son cose che capitano", "per fortuna quel lavoro in conservatoria non mi riguarda“

Dobbiamo aver presente che siamo tutti coinvolti su quanto accade in questo ufficio, queste novità dovrebbero farci riflettere e preoccupare tutti, anche chi non si ritiene coinvolto, domani potrebbe capitare a chiunque. La riforma Brunetta presuppone che il 25 % del personale sarà discriminato, nessuno può dirsi fuori e se non ce ne rendiamo conto adesso, dopo sarà troppo tardi per piangersi addosso. La guerra tra poveri, il dividi ed impera che si sta applicando nell’ufficio, non risparmierà nessuno, l’unico modo per ottenere qualcosa è di essere più uniti e renderci conto che siamo tutti nella stessa barca.

 

Se vorreste qualcosa di più dai rappresentanti sindacali, chiedete, discutiamone, insieme potremo fare e ottenere qualcosa, l’alternativa è che ci toglieranno sempre altri diritti.

 

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