Emilia Romagna - Voglia di discutere ai Monopoli di Modena

Assemblea partecipata e discussa quella fatta lunedì 15 ottobre a Modena. Quasi tutti presenti, molto interessati e pronti a discutere del proprio futuro. Futuro molto incerto per l’Agenzia dei Monopoli, alla luce della prevista unione con l’Agenzia delle Dogane. Come sarà fatta? Quando? Dove sarà il nostro posto di lavoro? Che fine faranno le progressioni economiche? Quale sarà la destinazione dei salari accessori delle due Agenzie? Quale futuro sarebbe migliore per i lavoratori dell’Agenzia e dei loro servizi? Ma è sicuro che non ci scorporeranno ancora una volta tra Agenzia delle Dogane (che prenderebbe solo “i tabacchi”) e Agenzia dei Giochi che potrebbe diventare un EPE come il Demanio? Ma cos’è un EPE?

Sono state queste solo alcune delle tante domande che i lavoratori vorrebbero rivolgere ai dirigenti dell’Agenzia, ai politici e agli altri sindacati. Ma alla sezione dei Monopoli di Modena non c’è nessuno che si presenta a parlare con i lavoratori; nessun altro sindacato è andato a sentire quali sono i pensieri dei lavoratori che stanno vedendo nuovamente cambiare tutto il loro lavoro dopo pochi anni da una fusione, Ministero del Tesoro e Monopoli di Stato, che aveva già creato tanti problemi e che con molto disagio e lavoro stanno tentando di superare.

Nonostante tutto chiedono come poter far meglio il proprio lavoro: chiedono ancora formazione, molto utile sarebbero dei corsi base per un miglior utilizzo dei PC, vorrebbero continuare ancora con affiancamento per migliorare ancora nella normale attività lavorativa attuale, anche se non sanno se sarà ancora quella tra pochi mesi.

Sono questi i “fannulloni”, sono questi il pubblico impiego da buttar via. Sono lavoratori che dopo aver subito una traumatizzante “riconversione”, si preoccupano di come poter migliorare il loro lavoro, di come poter continuare a dare un servizio. Piccoli uffici che potrebbero essere cancellati, e che forse per questo non meritano l’attenzione dei sindacati che sono pronti a presentarsi per “vendere” i loro fondi pensione.

Non abbiamo offerto soluzioni, abbiamo discusso, ragionato sui nuovi scenari prevedibili e sui possibili risvolti di ogni situazione. Abbiamo raccontato degli incontri informali con i vertici delle Dogane e AAMS, degli accordi sottoscritti e delle iniziative di USB. Tutti hanno riconosciuto che il futuro per il pubblico impiego non poterà nulla di buono se i lavoratori non sapranno reagire.

Questo governo che punta al risanamento con il rigore solo sulle fasce più deboli, senza investire nulla sulla ripresa, è un governo da combattere, come tutti quelli che proporranno le stesse ricette. Per questo abbiamo invitato tutti a partecipare il 22 ottobre a manifestare a Bologna sotto la Regione assieme alle altre categorie del pubblico impiego e poi il 27 a Roma al No Monti day, perché è solo unendosi che potremo fare ed ottenere qualcosa, ancora meglio se ci si iscrive e sostiene USB il sindacato sempre dalla parte dei lavoratori.

 

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