Entrate, 12 novembre 12 regioni in assemblea ... PRIMA i problemi di TUTTI i lavoratori!

Roma -

Mentre in Direzione centrale era programmata una surreale riunione sulle Posizioni organizzative, la giornata di mobilitazione nazionale indetta da USB con assemblee in 12 regioni, ha letteralmente ribaltato il piano del ragionamento e delle priorità mettendo al centro una visione strategica del Fisco che guardi al presente e parli immediatamente al futuro per i lavoratori e per il Paese.

Un piano massiccio di assunzioni, recupero dei tagli al salario accessorio, posizioni organizzative pagate integralmente dall'amministrazione senza intaccare il fondo dei lavoratori e disciplina dello sw (buoni pasto, rimborsi spese, permessi orario, dotazioni informatiche) che assicuri parità salariale e normativa rispetto a chi lavora in presenza: questi i temi affrontati durante la riuscitissima giornata di mobilitazione e le risposte che da troppo tempo i lavoratori attendono dall'Amministrazione. Quindi, un ragionamento complessivo che guarda a tutti i lavoratori e non solo a una parte di essi.

Nel respingere con forza la campagna tesa ancora una volta a scaricare sui lavoratori pubblici i costi della crisi e nel rilanciare la necessità di potenziare e valorizzare  l'ambito pubblico in tutte le sue articolazioni, i numerosi interventi pervenuti durante le assemblee hanno ribadito con forza la necessità oramai improrogabile di investire sul settore fiscale, a maggior ragione alla luce degli sforzi supplementari che proprio in questa particolare congiuntura economica e sociale vengono richiesti ai lavoratori del Fisco. Ed investire sul settore significa andare in direzione diametralmente opposta a quella intrapresa da anni e che, in questi ultimi mesi, anche attraverso la disciplina dello sw sta comportando erosione di diritti e salario.

Insomma, la giornata di ieri ha avuto il merito indubbio di far emergere la distanza siderale tra i temi che davvero riguardano i lavoratori e quel piano di lavoro autoreferenziale e totalmente fuori contesto nel quale amministrazione e sindacati volevano ingabbiare la discussione, limitandola alla questione delle posizioni organizzative, magari con l'aggiunta (bontà loro ...) di qualche informazione parziale, fornita qua e là ,su altri temi.

Dopo la giornata di mobilitazione del 12 ottobre avevamo detto che non ci saremmo fermati. Siamo stati di parola, ma naturalmente siamo consapevoli che la strada per riconquistare diritti e salario non sarà semplice e breve e gli obbiettivi potranno essere raggiunti solo con la partecipazione e il protagonismo dei lavoratori

Noi come USB, non ci fermeremo. Chi vuol continuare a far finta di niente e a proseguire come nulla fosse se ne dovrà assumere tutte le responsabilità.

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