Entrate - A seguito dell'attivazione della "Posta del Direttore" l'Usb ha inviato una lettera al Dott. Vincenzo Carbone
Gent.le Direttore,
abbiamo preso atto della recente comunicazione apparsa sulla Intranet dell’Agenzia che annuncia l’attivazione della cosiddetta “Posta del Direttore”, uno spazio dedicato all’invio di domande, suggerimenti e proposte da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, con pubblicazione di una selezione delle lettere ricevute e delle relative risposte.
Secondo le intenzioni dichiarate, questa iniziativa dovrebbe contribuire a rafforzare il “senso di comunità” all’interno dell’Agenzia.
E allora come O.S. vogliamo assumerci la responsabilità di recapitarle noi per primi una lettera, ritenendo
doveroso esprimere alcune considerazioni, non per spirito polemico ma per chiarezza e per rispetto verso le migliaia di colleghe e colleghi che assicurano il funzionamento quotidiano di questa Agenzia.
Preliminarmente vogliamo evidenziare che al di là delle buone intenzioni che naturalmente non mettiamo in dubbio, lo strumento da Lei individuato, ovvero un canale diretto tra singolo lavoratore e vertice dell’Amministrazione, di fatto rischia di sminuire gli strumenti di confronto collettivo previsti dalle relazioni sindacali.
Il messaggio che trapela - e che riteniamo politicamente e culturalmente sbagliato - è che gli interessi e le istanze collettive rappresentate dal sindacato, possano essere aggirate e ridotte a una somma di “letterine” individuali opportunamente selezionate e pubblicate.
E soprattutto: quali temi organizzativi e quali problemi strutturali di questa Agenzia possono essere affrontati attraverso uno strumento che, per sua natura, è discrezionale, non vincolante e privo di qualunque meccanismo di reale partecipazione?
Direttore, il “senso di comunità”, a nostro avviso, non si costruisce con iniziative di questo tipo, ma con scelte concrete e con risposte collettive a problemi che da anni vengono posti da questa organizzazione sindacale con grande chiarezza, e che continuano a rimanere irrisolti.
Parliamo di lavoratrici e lavoratori che:
- subiscono da decenni una progressiva e sistematica decurtazione del salario accessorio, a fronte di un costo della vita in costante aumento;
- sono sottoposti a carichi di lavoro sempre più insostenibili, monitorati in modo oppressivo e punitivo attraverso sistemi come VALE, che trasformano ogni attività in un indicatore numerico;
- operano quotidianamente con sistemi informatici che non funzionano, nonostante l’Amministrazione continui a investire risorse ingenti in partner che si dimostrano spesso inadeguati;
- devono chiedere il “permesso” per utilizzare la propria auto per servizio, rinunciando non di rado al rimborso spese a causa di procedure vessatorie e farraginose;
- vedono il lavoro da remoto trasformarsi in un percorso a ostacoli, invece che in uno strumento ordinario di conciliazione vita-lavoro;
- condividono ambienti lavorativi sovraffollati che nulla hanno a che vedere con il benessere organizzativo di cui tanto si parla.
Potremmo continuare ancora, nell'elencazione delle vere “lettere” che da anni USB consegna ai vertici dell’Agenzia.
Lettere collettive, pubbliche, trasparenti, ma rimaste spesso senza risposta.
Per questo riteniamo che l’istituzione della “Posta del Direttore” non rappresenti uno strumento reale di ascolto né tanto meno un passo avanti nelle relazioni interne, ma piuttosto rischi di spostare il confronto dal piano collettivo a quello individuale, depotenziando il ruolo del sindacato, svuotando di senso la rappresentanza e conseguentemente non risolvendo alcun problema.
USB naturalmente continuerà a svolgere il proprio ruolo: dare voce, in modo organizzato e collettivo, alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Agenzia, pretendendo risposte vere, soluzioni concrete e un confronto che sia sostanziale.
Perché il resto, Direttore, rischia di apparire solo come
un’iniziativa di facciata.
Distinti saluti
Roma, 23 aprile 2026
USB PI Agenzie Fiscali