Entrate, accordi 12 gennaio, navigare a vista...

Roma -

Ancora un incontro all’Agenzia delle Entrate in cui è mancato la volontà di compiere scelte coraggiose.

In un primo momento è stato siglato un buon accordo relativo alle procedure per l’attuazione delle progressioni economiche previste dal contratto integrativo, in cui si sono stabiliti quattro criteri progressivi nell’eventualità assai probabile di candidati che riportino pari punteggio in graduatoria. Il criterio predominante è quello dell’esperienza professionale maturata nella pubblica amministrazione secondo l’ordine seguente:

-         esperienza professionale maturata dal dipendente nella fascia economica immediatamente inferiore a quella da attribuire

-         esperienza professionale nell’area di appartenenza

-         esperienza professionale complessiva

-         maggiore età anagrafica

In data 22 gennaio verranno pubblicate le graduatorie. Abbiamo firmato l’accordo, pur non avendo sottoscritto né il contratto integrativo, né il famigerato accordo del 28 dicembre 2005, esclusivamente perché i criteri “scelti” corrispondono a quelli da noi sottolineati da anni. Resta la perplessità sulla necessità di individuare criteri di precedenza per una procedura che dovrebbe essere “per tutti”… quest’accordo, quindi, sembra confermare che alle Entrate, la progressione non sarà proprio per tutti… sembra confermare i motivi di una nostra mancata firma.

Nel proseguo dell’incontro è stato firmato  un accordo per la rideterminazione  del numero dei posti delle procedure dei passaggi da B a C1. Che, in realtà, non sono stati rideterminati.

Il frutto di accordi “malsani” si è visto nel tempo. Anni di incertezza. Lotte degli uni contro gli altri in cui ognuno, con ragione, si scagliava contro i colleghi dando battaglia a colpi di carta bollata convinto il proprio diritto potesse valere più di quello degli altri.

Oggi, Amministrazione e sindacati firmatari di quegli accordi hanno stabilito, a fronte della necessità (per via di sentenza del TAR) di collocare tutti i B3 in posizione di precedenza rispetto agli altri candidati, di richiedere alla Presidenza del Consiglio, Dipartimento Funzione Pubblica, l’ampliamento del numero dei posti per consentire l’assorbimento dei candidati scalzati dalla graduatoria dai B3 con punteggio più basso.

Noi pensiamo che quando si operano scelte di questo tipo si debba avere il coraggio di compierle fino in fondo e che quindi sarebbe stato giusto operare anche sull’ampliamento del 20% dei posti degli ammessi al percorso formativo così come stabilito dai bandi di concorso.

Non è possibile continuare a navigare a vista è arrivata l’ora di un’inversione di rotta nella gestione delle politiche complessive del personale e oggi più che mai l’Agenzia delle Entrate dovrà dimostrare nei fatti quella volontà di cambiamento più volte annunciata… e questa non è la giusta rotta.


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