Entrate. Accordi su FPS 2005 e 2006. Chi pecora si fa il lupo se lo mangia

Roma -

Ennesimi “accordi di luglio”. Ennesimi accordi “balneari”. Sempre negativi per i lavoratori. Vediamo, per ora molto brevemente, perché. 

Costituzione FPS 2006

Si va ad una costituzione “provvisoria”, fatta in fretta e furia, per “salvare” il brutto accordo sui passaggi del 28 dicembre u.s., a cui vengono immolate questioni molto importanti.

1)Si conferma la quota del 10% del fondo “regalata” all’Agenzia. 2) Si accettano senza discussioni le quote proposte dall’Agenzia come “certe e continuative”, quelle per intenderci, che possono essere usate per stabilizzazioni e/o per passaggi economici. Su questo, seppur da noi richiesto, non c’è stato presentato alcun bilancio in cui venga chiarito quali sono le somme che rientrano nel fondo derivanti dai pensionamenti e dalla “tassa sulla malattia”… la somma che ci propinano tutti gli anni è sempre la stessa… possibile che non ci sia mai una differenza? 3) Infine, non di minore importanza, è l’inquietante assenza dei fondi del comma 165… milioni di euro, che, come più volte rilevato, secondo noi, sono a rischio tagli e riduzioni.

Ripartizione FPS 2005

Progressioni economiche per tutti. Alle dogane 70%, decorrenza 1 gennaio 2005, 30% decorrenza 1 gennaio 2006… alle Entrate? secondo l’accordo, dei 30 milioni stanziati sul 2005, solo la metà verranno utilizzati, a copertura dei passaggi previsti dall’accordo del 28 dicembre… la progressione economica non pare una priorità per l’Agenzia, che continua a proporre le solite “gare” per pochi, anziché riconoscere un diritto che dovrebbe essere di tutti.

Per il resto, si è fatta una “fotocopia” (in peggio) degli accordi degli anni precedenti, senza tener conto di nessuna delle criticità emerse nella gestione dei fondi… anzi, scaricandole sui lavoratori.

Ad esempio, avevamo proposto che non ci fosse una divisione netta sul 62 e 38 o che almeno si procedesse ad un riequilibrio negli uffici in cui ci sono sedi staccate e quindi un numero di sportelli di front office forzatamente superiore alla media… nulla è stato fatto se non prevedere la possibilità di attingere al fondo di sede per aumentare i fondi front office… soluzione tampone, che però in molti casi impedirà di attribuire fondi a quelle figure (tipo segreterie) che non rientrano in nessuna maggiorazione.

O, ancora per il front office, la formulazione ribadisce che gli importi di 9 euro sono una chimera, e sottolineando che la gradazione di tale cifra sarà effettuata “in relazione alla durata dell'assistenza continuativa allo sportello risultante dai sistemi operanti nell'ufficio per la rilevazione e il controllo dell'afflusso dell'utenza” di fatto, in maniera strisciante, rilancia Profilo Utente.

Ancora si parla di valutazione delle prestazioni individuali e di un Osservatorio che, si sottolinea, è assolutamente privo del potere di rimandare indietro l'accordo

A carico del fondo degli Uffici Centrali una quota viene destinata a remunerare l'attività del Centro Operativo di Pescara. Fatto questo significativo, visto che per i lavori che saranno (giustamente) remunerati, non era stato fatto alcun accordo precedente. Come accade spesso in sede regionale, l’Agenzia decide di svolgere lavori “straordinari”. Li porta avanti, salvo poi, in sede di distribuzione dei fondi, scaricare sul sindacato la responsabilità di tirare la coperta (che è sempre quella) da una parte o dall’altra…

Unica vera novità è il parametro d’area, vecchio “cavallo di battaglia” delle RdB… ma, a parte la presenza del parametro di Area 1 che, secondo noi, non dovrebbe esistere (i lavoratori ancora in Area 1 dovrebbero essere remunerati come in Area 2), la divaricazione tra i parametri è troppo elevata, rischiando di portare “indietro” alcuni accordi regionali che su questo avevano già trovato soluzioni più eque.

Insomma… accordi frutto del “caldo” estivo che, ancora una volta, faranno surriscaldare gli uffici… l’Agenzia, ciecamente, continua (a testa bassa) a seguire la filosofia delle indennità e dei premi individuali a discapito dei diritti collettivi… ancora una volta le RdB, che non condividono questa filosofia, non hanno sottoscritto gli accordi… ancora una volta ci impegneremo, a qualsiasi livello, per limitare i danni che ne deriveranno... per ribaltare gli accordi.


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