Entrate - Aperture pomeridiane degli sportelli: c'è chi dice NO!

Nazionale -

Come si ricorderà l’Agenzia delle Entrate presentò già a inizio anno, alla platea di professionisti riuniti per seguire il IX Forum dedicato a lavoro e fisco (organizzato dal Consiglio nazionale e dalla Fondazione studi dei consulenti), il proprio progetto di apertura pomeridiana degli sportelli  dedicato in via prioritaria ai professionisti.

Un progetto che non esitammo a definire una ennesima misura spot di carattere politico, per l’autoreferenzialità dimostrata dai vertici dell’Agenzia ed in assenza di qualsiasi confronto nazionale con le OO.SS di settore.

L’apertura degli sportelli in fascia pomeridiana si è quindi tradotta nella Direttiva n. 4/2026, arrivata in piena estate e noncurante della situazione reale degli Uffici territoriali, che scontano carenza di personale a fronte di carichi di lavoro “multi-tasking” sempre più elevati.

In questi lunghi mesi di assenza di confronto l’Agenzia si è semmai portata avanti nel suo attacco ai diritti del personale, irrigidendo lo smartworking, sabotando l’istituto della banca delle ore e non prevedendo risorse adeguate per gli straordinari, forte delle circa 253.000 ore di lavoro prestate dal personale e non retribuite, né trasformate in riposi compensativi o banca ore. La scarsa attenzione al personale dei Territoriali si è infine palesata all’incontro sulle Convezioni 2026, dove sono parse chiare -in ottica previsionale- le scelte dell’Agenzia delle Entrate rispetto a quali settori e lavorazioni incentivare. 

Il metodo e le scelte posti sinora in essere dai vertici dell’Agenzia, pertanto, stanno mettendo in  seria difficoltà le stesse Direzioni Provinciali, che si trovano a dover organizzare un servizio di aperture prolungate (per ben 160 Uffici) in assenza di risorse e di un progetto strutturato e condiviso.

Và quindi sottolineato che il progetto delle aperture resta VOLONTARIO per il personale, il quale è tutelato da istituti del CCNL e dagli accordi sull’orario di lavoro: i dipendenti sono infatti liberi di optare per un determinato profilo orario, usufruire della pausa pranzo e delle flessibilità orarie nei limiti tuttora prescritti. 

Va da sé che in tali condizioni il servizio di aperture degli sportelli non è pertanto garantito, e il rischio concreto è che alcune DP possano forzare la mano con il proprio personale, al fine di seguire i diktat e le improvvisazioni del proprio vertice, già scottato dal flop delle aperture straordinarie per la pre-compilata.

Come USB-P.I. crediamo che la situazione in Agenzia abbia ormai passato il segno e si debba prestare la massima attenzione ai comportamenti che metteranno in campo gli Uffici.

Allo stesso tempo è necessario un NO secco da parte del personale al progetto di aperture, trasformandolo in un’occasione di risposta all’Agenzia, in difesa dei diritti e degli istituti  contrattuali, per chiedere misure di potenziamento e incentivazione degli Uffici territoriali, per pretendere rispetto! 

Nè tanto meno ê accettabile, a nostro avviso, che si tenti di rendere digeribile questo progetto remunerando il personale perché nessuna indennitá può compensare la rinuncia a quei diritti e quegli istituti previsti dal contratto.

Diciamo questo con chiarezza e anticipatamente in vista dell'incontro sul tema previsto per il 9 settembre: non vorremmo che nella testa di qualche sigla sindacale si stia facendo largo l'idea di monetizzare temporaneamente la rinuncia ai diritti.

La nostra O.S., con le nostre delegate e i nostri delegati ed elette/i RSU, è disponibile  fin da subito a porre in essere iniziative negli Uffici a tutela di Colleghe Colleghi.

Vi invitiamo quindi a partecipare all’assemblea nazionale on-line del prossimo 16 settembre, dove avremo modo di approfondire vari argomenti e lanciare le prossime iniziative territoriali.