Entrate: ATTACCO AI LAVORATORI DEL FISCO: TUTTO TACE!

Roma -

Sono passati ormai diversi giorni dal farneticante articolo di Libero nel quale i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate venivamo malamente apostrofati e tutto incredibilmente tace.

Le altre OO.SS si sono affannate in questi giorni in rituali ed inutili richieste di rettifica indirizzate al Direttore del Giornale, guardandosi bene dal fare l’unica cosa sensata e giusta: chiamare direttamente in causa l’Ente che dovrebbe intervenire a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici e più in generale della sua onorabilità. Un dovere istituzionale, a nostro avviso.

E’ per questa Amministrazione che noi lavoriamo, ed è per la delicata funzione che svolgiamo che sempre più spesso finiamo nell’occhio del ciclone.

Per questa ragione l’USB aveva prontamente indirizzato ai vertici dell’Agenzia una nota nella quale sollecitavamo un tempestivo intervento, anche di natura legale, ma ad oggi nemmeno una parola è stata pronunciata sull’argomento.

Un silenzio imbarazzante che evidenzia come voltarsi dall’altra parte sia diventato l’atteggiamento costante dell’Amministrazione in queste occasioni, lasciando sistematicamente i lavoratori in una condizione di pericolosissimo isolamento e sovraesposizione mediatica.

E così da un lato i lavoratori sono sottoposti ad una asfissiante pressione per raggiungere quegli obbiettivi che riempiono le tasche della dirigenza, dall’altro vengono irresponsabilmente scaricati e consegnati alla gogna mediatica.

Un atteggiamento irresponsabile e profondamente offensivo nei confronti di chi quotidianamente svolge con serietà e professionalità il proprio lavoro.

Annunciamo sin d’ora, come deciso nel recente Coordinamento nazionale dell’USB Agenzie Fiscali, di voler avviare una discussione nei luoghi di lavoro a 360 gradi: dalla logica del raggiungimento degli obbiettivi a tutti i costi, foriera di pericolose storture, al ruolo dell’Audit che agisce sempre più in ottica sanzionatoria, al proliferare delle sanzioni disciplinari anche per questioni irrisorie, si respira negli uffici un clima sempre più pesante.

Noi vogliamo andare al cuore del problema, altri hanno deciso di voltarsi dall’altra parte.

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