Entrate - Carovita, smart working e sciopero generale del 30 ottobre: facciamo chiarezza
In questi giorni fioccano richieste sindacali indirizzate all'Amministrazione al fine di ottenere il superamento del limite massimo dei 9 giorni mensili di lavoro agile e contrastare l' emergenza determinata dal vertiginoso aumento dei prezzi.
L'Usb ha sempre denunciato l'applicazione restrittiva dell'istituto attraverso varie iniziative e anche nelle assemblee che stiamo svolgendo proprio in queste settimane, evidenziando la necessità di un suo ampliamento.
E questo naturalmente ribadiremo all'Amministrazione nel corso dell'incontro che si svolgerà il 10 Novembre in Direzione Centrale per discutere la nuova regolamentazione sul lavoro agile.
In quell'occasione chiederemo, oltre all'incremento dei giorni di smart working fruibili, anche una regolamentazione complessiva meno rigida che non lasci spazio a interpretazioni restrittive dei territori, più incline a soddisfare le reali e legittime esigenze del personale.
Ma vogliamo essere chiari su un punto: la risposta alla drammatica emergenza del carovita e del salario non può trovare soluzione solo in qualche giorno in più di smart working perché sarebbe troppo semplice e facile cavarsela così.
L'aumento vertiginoso dei prezzi dipende,come è noto, dal coinvolgimento del nostro paese nella guerra, ma
il disallineamento tra le nostre retribuzioni e il costo della vita ha ragioni molto profonde che hanno a che fare con un modello contrattuale condiviso da quelle stesse sigle che oggi invocano qualche giorno in più di smart working: l'abolizione della scala mobile e la sua sostituzione nel corso del tempo con indici al ribasso (il famigerato indice Ipca che non tiene conto dell'aumento dei costi dei beni energetici) ha determinato, infatti, che i nostri stipendi non tengano minimamente il passo dell'inflazione.
E che i rinnovi contrattuali sono divenuti non una opportunità per migliorare la nostra condizione economica, ma solo qualche spicciolo da erogare indipendentemente e ben al di sotto dell'aumento dei prezzi.
E allora che fare al di lá della facile propaganda?
Certamente rivedere la disciplina restrittiva del lavoro agile anche prevedendo un aumento dei giorni fruibili, ma nello stesso tempo affrontare per davvero l'emergenza legata al carovita
introducendo un meccanismo che adegui le retribuzioni all'inflazione, un sistema di controllo pubblico che vada a calmierare i prezzi e l'abolizione dell'iva sui beni di prima necessità.
Ma soprattutto occorre sintonizzarsi con quelle mobilitazioni di studenti, lavoratori e lavoratrici, precari, disoccupati ed anche settori sociali che sembravano difficilmente disponibili alla protesta che stanno inondando le piazze di tutta Europa e che stanno facendo tremare i rispettivi governi.
Lo sciopero generale indetto dall'Usb il 30 ottobre in concomitanza con lo sciopero internazionale dei porti, si colloca esattamente in questo contesto e rappresenta
una occasione da non perdere per consolidare e rilanciare la mobilitazione popolare contro la guerra e sui temi del salario e del carovita.
Cambiare si puó, facciamolo insieme!