Entrate - CHIUSURA DEGLI UFFICI: DALLA ORLANDI NESSUN RIPENSAMENTO

Sono state sufficienti poche righe criptiche e piuttosto fumose in un verbale di riunione per spegnere gli ardori di Cgil, Cisl,Uil, Salfi e Flp

Roma -

In questi giorni avevano annunciato fuoco e fiamme contro la chiusura degli uffici e il piano di accorpamento, ma è durato poco.

 

Ieri al termine di una lunga riunione alla presenza del Direttore dell'Agenzia hanno sottoscritto insieme all'amministrazione un verbale di riunione che non sposta di una virgola i termini della questione, che non contiene alcun impegno concreto per scongiurare la chiusura e gli accorpamenti degli uffici, mentre resta ancora top secret il quadro generale dell'operazione complessiva che si sta mettendo in campo e che riguarderà migliaia di lavoratori. D'altronde non ci si poteva aspettare altro da parte di chi aveva già firmato il protocollo del 30 luglio 2013 che legittimava la chiusura degli uffici senza alcuna garanzia per i lavoratori.

 

Il verbale di riunione sottoscritto da tutte le OO.SS, eccetto USB, contiene l'impegno generico ad aprire un confronto, ma in un quadro in cui la pesantezza dell'operazione ridurrà al lumicino qualsiasi margine di manovra. Sarà soltanto l'occasione per le OO.SS. che l'hanno sottoscritto di fingere ancora una volta di ritagliarsi un ruolo e di gestire una situazione. Ma siamo oramai ai titoli di coda, alla gestione dell'impotenza.

 

Viene confermato il rispetto dell’obbiettivo di risparmio ai sensi del DL66/2014, e cioè la chiusura degli uffici, ma con la variante della possibile trasformazione, per alcuni e non per tutti, in sportelli integrati con le funzioni dell’ex area del Territorio. Ma se gli uffici del Territorio sono su base provinciale, a Montepulciano, o a Paola chi ci andrà? I colleghi di Siena e di Cosenza del Territorio, oppure i colleghi delle Entrate che si dovranno “specializzare” sulle attività del Territorio per far sì che invece di due persone il presidio rimanga di quattro persone?

 

Durante il nostro intervento al tavolo abbiamo ancora una volta evidenziato la profonda ingiustizia contenuta in una operazione che scarica su lavoratori e cittadinanza gli effetti di quelle cartolarizzazioni che si sono rivelate un gigantesco affare per banche, immobiliaristi e palazzinari e che ora rischia di devastare il modello delle Agenzie e la sua presenza sul territorio. Abbiamo anche evidenziato che, oltre l'annunciata chiusura di 53 uffici che contrasteremo in tutti i modi, non destano minori preoccupazioni gli effetti del piano di razionalizzazione degli uffici che interesserà le Aree metropolitane rispetto al quale abbiamo insistentemente chiesto che ci venisse finalmente fornito un quadro generale e dettagliato.

 

Ma su questi punti non abbiamo avuto alcuna risposta se non l'invito a rivolgersi alle varie DR per chiedere in quella sede i dettagli delle varie operazioni.

 

E se stiamo a quanto è stato rappresentato in DR Lazio ci sembra evidente che il caos regni sovrano e che di razionale questo piano non ha veramente nulla.

 

Nè ci rassicura la tempistica delle operazioni (si parla di un tre anni) perchè troppo spesso abbiamo assistito ad improvvise accelerazioni.

 

Naturalmente non ci sottrarremo al confronto che si aprirà nei prossimi giorni anche se temiamo fortemente che si tratti di un confronto fittizio e blindato.

Ma lo faremo nella consapevolezza che il ruolo di una O.S deve essere sempre quello di difendere e rilanciare un settore che, invece, pezzo dopo pezzo, in nome della spending review, si sta progressivamente smantellando.

 

Crediamo che il tempo dell'attesa sia finito e per questo l'USB proclama lo stato di agitazione in tutti gli uffici, contro ogni ipotesi di chiusura, per difendere i servizi finanziari erogati alla cittadinanza, per chiedere investimenti e rilanciare il ruolo e la funzione sociale del Fisco, e per veri rinnovi dei contratti, fermi oramai dal 2009.

 

Sotto trovi verbale sulle chiusure e volantino per la bacheca.

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