Entrate: Codice di Comportamento dei dipendenti, così non va!

Roma -

Il 13 aprile l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di tutti i lavoratori la bozza del Codice di comportamento che dovrebbe essere utilizzato per combattere la corruzione e sanzionare i comportamenti scorretti dei dipendenti (lavoratori e dirigenti). C’è tempo sino al 13 maggio per chiunque voglia fare le sue osservazioni.

 

Il nostro giudizio su questo codice di comportamento è assolutamente negativo tant’è che abbiamo richiesto un incontro urgente all’Agenzia per proporre modifiche sostanziali. Infatti crediamo che si debba cogliere l’occasione per riuscire a fare chiarezza una volte per tutte sulla problematica della responsabilità, dei carichi di lavoro e della valutazione del dirigente, temi importanti su cui USB si batte da tempo.

 

Si dovranno inoltre affrontare in tale altre questioni come l’introduzione del Whistleblowing che non affronta affatto il problema della corruzione nella giusta dimensione e gravità , ma spinge i lavoratori a segnalare anonimamente “presunti” casi di corruzione ed abusi. A nostro avviso questo non è altro che un modo per dichiararsi impotenti di fronte ad un fenomeno in cui, negli ultimi anni, abbiamo visto coinvolti alti dirigenti dell’Agenzia su cui troppo presto è calato il silenzio senza che neppure abbiano dovuto subire l’onta della sospensione dal servizio.

 

Possibile che non si capisca che invitare alla delazione i lavoratori dell’Agenzia finirà solo per iniettare ulteriore veleno negli ambienti lavorativi, già messi pesantemente a dura prova da politiche che hanno diviso i lavoratori?

 

Perché non si affrontano invece i problemi dei front office, della formazione, dell’organizzazione del lavoro?

 

Perché quest’agenzia non affronta in modo uniforme sul territorio nazionale la problematica della responsabilità nella direzione, da noi auspicata, di individuare nel Direttore dell’Ufficio e non del lavoratore al quale è stata assegnata la pratica, il Responsabile del Procedimento?

 

Perché non si affronta il problema dei direttori che non comunicano con chiarezza ai lavoratori, RSU e OO.SS. la ripartizione dei carichi di lavoro?

 

Perché non ci sono istruzioni precise su come agire nei confronti dei direttori che non permettono nei front-office l’utilizzo della pausa pranzo e/o del videoterminale in caso di forte afflusso di pubblico?

 

Ci sarebbe molto altro da dire, ma quello che ci preme sottolineare è che, quando si parla di codice di comportamento, sembra che lo si faccia solo in modo punitivo verso i lavoratori invece di affrontare i nodi fondamentali che sono anche quelli dei diritti dei dipendenti di fronte a direttori che sanno che non verranno sanzionati anche in caso di abuso di potere.

 

Vogliamo parlare di diritti e di doveri perché troppo spesso questa amministrazione si concentra solo sui doveri. Quelli dei lavoratori, naturalmente …

 

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