Entrate - comma 165, la musica deve cambiare

Distribuiamo le risorse del comma 165 a tutti i lavoratori

Roma -

Nella trattativa del 12 febbraio all’Agenzia delle Entrate si sarebbe dovuto dare priorità assoluta alla distribuzione delle risorse del comma 165 perché,  se è vero che il decreto è ancora in fase di registrazione alla Corte dei Conti,  è altrettanto vero che troppo spesso in passato l'urgenza è stata usata come arma di ricatto per imporre condizioni a vantaggio pochi e a danno dei più.

 

Ma dall’andamento della discussione è apparso evidente che questa priorità  non è condivisa dalle altre organizzazioni sindacali, decisamente più interessate a parlare di posizioni organizzative piuttosto che dei soldi di tutti i lavoratori.

 

Sicuramente l’argomento è importante e se ne dovrà parlare in tempi brevi, anche per correggere “il pastrocchio” fatto con il contratto integrativo che ha stravolto l’impianto del CCNL Agenzie Fiscali.

 

Il CCNL  prevedeva posizioni organizzative che coinvolgessero al massimo il 2% della terza area finanziandole in gran parte con soldi dell’Agenzia, con il contratto integrativo  CGIL, CISL, UIL, SALFI ed FLP hanno invece determinato un proliferare di posizioni organizzative e di responsabilità ben oltre il 2% e per di più remunerandole col fondo di tutti i lavoratori!

 

A quanto pare la loro posizione, come quella dell’Agenzia, non è cambiata nemmeno in un momento di blocchi contrattuali e di notevole perdita di salario accessorio per la stragrande maggioranza dei lavoratori. L’Agenzia poi sull’argomento cade in una evidente contraddizione. Da una parte sottolinea l’importanza dei “funzionari chiave” per il raggiungimento degli obiettivi di produttività, con conseguente beneficio per tutti, dall’altra si ostina a non voler retribuire questi incarichi con i soldi legati al raggiungimento di quegli stessi obiettivi.

 

Infatti, la retribuzione delle posizioni organizzative e di responsabilità è attualmente slegata dalla “produttività” in quanto non solo viene pagata con i fondi fissi e ricorrenti ma è in busta paga, mentre la restante parte dei lavoratori percepisce la “produttività”  con anni di ritardo.

 

Da anni chiediamo di liberare le risorse fisse del Fondo per destinarle alle progressioni economiche di tutti e di destinare le risorse variabili alle posizioni di responsabilità. Questo sarebbe almeno un primo segnale, visto che l’Agenzia dovrebbe remunerare con fondi propri le proprie esigenze organizzative!

 

La firma del comma 165 non è, dunque, un punto di arrivo ma solo un punto di partenza: il salario accessorio deve diventare strumento per garantire la tenuta delle retribuzioni e non per attuare politiche discriminanti e sperequative.

 

In un comparto che chiede di raggiungere obbiettivi sempre più sfidanti, senza nulla restituire in termini di riconoscimenti professionali e salariali, ove è aumentata sensibilmente la forbice tra le retribuzioni dei dirigenti e quelle delle aree funzionali, non siamo più disposti ad ascoltare il solito ritornello sui  tetti alle retribuzioni, su leggi, leggine e circolari che valgono per i lavoratori ma non per il management dell'Agenzia!

 

La musica deve cambiare perchè in nome della crisi e della spending review i musicanti, anche nel nostro comparto, si stanno arricchendo alle nostre spalle! E con l'appoggio esplicito di tutte le altre OO.SS, naturalmente ...

 

Invitiamo i lavoratori a non vivere passivamente la trattativa sul salario accessorio, ma a farne un momento di mobilitazione per rivendicare il sacrosanto diritto ad avanzamenti professionali e salariali …

 

Si può fare, si deve fare!

 

 

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