Entrate - La Funzione Pubblica BOCCIA l'accordo sulla corresponsione dei ristori per chi ha svolto attività da remoto. L'USB scrive al Direttore dell'Agenzia

Roma -

A seguito della mancata certificazione da parte della Funzione pubblica dell'accordo sui ristori per chi ha svolto nel 2020 attività da remoto e in vista dell'incontro previsto con l'Amministrazione per martedì 14 settembre, l'USB scrive al Direttore dell'Agenzia la lettera qui sotto riportata, al fine di sollecitare un pronto intervento.

Questo il testo della lettera che trovate in allegato:

    Al Direttore dell'Agenzia delle Entrate Avv. Ernesto Maria Ruffini                                                                                      

p.c. Alla Direttrice Centrale Risorse Umane  Dott.ssa Laura Caggegi

OGGETTO: Mancata certificazione preintesa del 16 luglio 2021. Richiesta intervento immediato

Gent.le Direttore,

abbiamo appreso con stupore ed indignazione la notizia relativa alla mancata certificazione da parte della Funzione Pubblica della preintesa siglata da tutte le OO.SS in data 16 luglio 2021 in materia di destinazione dei risparmi relativi alla mancata corresponsione degli straordinari e dei buoni pasto per l'anno 2020.

Già nel settembre 2020, a seguito della sottoscrizione dell'accordo sullo sw non siglato dalla scrivente O.S, evidenziammo le criticità derivanti da una intesa che non riconosceva né i buoni pasto, né alcuna forma di ristoro nei confronti di chi aveva svolto la prestazione lavorativa da remoto a proprie spese e con i propri mezzi tecnologici, assicurando comunque la continuità del servizio.

A più riprese, negli incontri tenutisi successivamente, ci fu garantito che una forma di ristoro sarebbe stata prevista nella legge di bilancio 2021.

Pur ritenendo parziale ed insufficiente la soluzione trovata nel comma 870 della sopracitata legge di bilancio, la previsione in essa contenuta consentiva comunque la corresponsione delle risorse derivanti dai risparmi di spesa al fine di remunerare “particolari condizioni di lavoro”: proprio sulla base di quel disposto normativo la contrattazione ha deciso di erogare i fondi per remunerare, appunto, quelle particolari condizioni di lavoro nelle quali il personale si è trovato costretto ad operare a seguito della diffusione dell'emergenza sanitaria.

Non ci sfugge certamente che l'ingerenza della Funzione Pubblica e l'inspiegabile mancata certificazione dell'accordo si collocano pienamente nella campagna del Ministro per la Pubblica Amministrazione contro i lavoratori pubblici che, proprio in questi giorni, ha ripreso vigore ed assunto la forma della denigrazione dello strumento dello smart working (sul quale invece codesta Agenzia sta investendo) col chiaro intento di segnare un rientro massivo negli uffici pubblici.

Tralasciando in questa sede ogni ulteriore commento su affermazioni che antepongono le ragioni dell'economia alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, quello che ci preme evidenziare è che una campagna mediatica non può sconfessare una norma di legge né, tanto meno, una intesa negoziale coerente con le disposizioni di legge.

La mancata certificazione della preintesa non è, quindi, soltanto uno schiaffo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma mina alle fondamenta anche l'autonomia e l'autorevolezza dell'Agenzia delle Entrate.

Dinanzi a questo scenario non sono percorribili soluzioni pasticciate ma occorre difendere senza esitazioni l'accordo siglato.

Se, come più volte da Lei evidenziato, l'Agenzia delle Entrate ha dato un contributo importante in questa fase così drammatica per il paese, questo è sicuramente il momento di spendersi in prima persona per difendere tutto il personale che ha reso possibile il raggiungimento dei risultati.

Per queste ragioni chiediamo un Suo immediato intervento diretto a tutelare le decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori e, al contempo, l'Ente che Lei rappresenta.

Si resta in attesa di riscontro.

Distinti saluti

Roma, 11 settembre 2021

USB PI Agenzie Fiscali

 
   

 

 

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