Entrate - La riorganizzazione che nessuno racconta ai Lavoratori

Rinvio su posizioni organizzative e incarichi di responsabilità: chi farà la prima mossa?

Roma -

La controriforma brunettiana, ispirata al tentativo di ridurre gli ambiti del confronto sindacale ha dato all'Agenzia delle Entrate nuova verve con cui sterilizzare ogni possibile discussione. Se dalle riunioni al tavolo nazionale dovessimo trarne un libro, potremmo intitolarlo “Aria fritta”e il racconto della surreale giornata di ieri sarebbe un bel capitolo. Discussione stiracchiata stancamente per discutere sui “contenuti” del progetto-telelavoro che pare un goffo tentativo di distribuire un centinaio di contratti di telelavoro domiciliare senza nessuna trasparenza e con pieni poteri alle Direzioni regionali. Abbiamo chiesto di impostare una discussione a partire dai lavoratori e non dalle attività telelavorabili; di fissare in anticipo i criteri per la formazione di graduatorie trasparenti; di aumentare il numero dei contratti; e di affrontare in modo adeguato la questione della mobilità volontaria nazionale. Non si può infatti affidare un tema così delicato alle lotterie degli interpelli o del telelavoro, né si può negare l'assoluta inadeguatezza della risposta dell'amministrazione ai bisogni di chi vive condizioni oggettivamente laceranti. E proprio il telelavoro ci offre lo spunto per riflettere sulla possibilità che le nuove tecnologie mettano finalmente sul treno i flussi di lavoro e non i lavoratori. Torneremo sull'argomento con un comunicato specifico, anche per criticare l'approccio ottocentesco che qualcuno ha avuto sull'argomento.

 

La discussione sulle posizioni organizzative e professionali e sugli incarichi di responsabilità è cominciata sotto la buona stella di un allargamento della platea dei beneficiari (si arriverebbe a oltre 3mila posizioni, con una robusta iniezione di vitamine artt. 17 e 18 negli uffici territoriali) e senza aggravio di costi a carico del Fondo. Ma presto sono arrivate le sabbie della riorganizzazione e lì la discussione si è arenata. A noi non basta sapere che il Fondo non verrà ulteriormente appesantito dagli oneri per remunerare le suddette posizioni; e a dirla tutta, ad oggi non c'è nessun Fondo 2009 o 2010 del quale discutere (l'ultima rata del 2008 verrà riscossa a giugno) e quando mai ci sarà verrà comunque falcidiato dai nuovi tagli imposti dalla legge. La questione nodale è un'altra. Ci pare che finalmente nessuno può negare i guasti della riorganizzazione, lo sperpero di professionalità che ha portato, la violenza con cui – soprattutto “in periferia” essa si è abbattuta sulle storie professionali e di vita dei lavoratori dell'Agenzia i cui percorsi lavorativi hanno subito una improvvisa deviazione, anzi uno STOP, in nome del compattamento di alcuni processi – e non è finita qui - e della riorganizzazione in generale. La quale, come nelle peggiori storie di maquillage aziendale, ha il vizio di assecondare le cose ma non le persone: come per il telelavoro (sono le attività telelavorabili a decidere chi potrà telelavorare) anche per la riorganizzazione è la dimensione logistica a determinare se, come e quanto i lavoratori hanno dovuto cedere o cederanno il ruolo in cambio della sede o viceversa o hanno potuto mantenere questo e quella per carenza di infrastrutture. Il sottile ricatto della riorganizzazione lo cogliemmo subito, e la nostra proposta di accordo-quadro nazionale, disattesa al tavolo di aprile 2009, tentava di smussarne gli spigoli. Allora nessuno fermò il manovratore e ora che tanti piccoli macchinisti guidano il proprio vagoncino regionale, non si sa più a quale freno aggrapparsi. Non sembra esserci la volontà di mantenere la governance a livello centrale, non si capisce se per scelta o per impossibilità, o per tutt'e due le cose. E ora, sulla sponda sindacale non si può fare a meno di rilevare che forse 3mila posizioni organizzative non bastano per dare risposte ai lavoratori.

 

Concludiamo con due note di servizio. La prima: abbiamo ri-ri-sollecitato l'amministrazione a fornire il materiale per le prove concorsuali per i 2mila passaggi e abbiamo avuto assicurazione positiva. Vedremo. La seconda: la raccolta delle firme per la stabilizzazione del salario accessorio, atto preliminare per costruire manovre strutturali come una nuova progressione PER TUTTI, va avanti con successo e proseguirà nelle prossime settimane. Invece di discutere su come spendere (male) i fondi che non ci sono, proviamo a costruire dentro le Agenzia fiscali un futuro meno incerto e meno povero di quello che altri vorrebbero disegnare per noi!