Entrate - La vertenza SAM va riaperta subito! Per i lavoratori in assemblea è il momento di passare ai fatti

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Nella giornata dell’11 marzo 2026, le lavoratrici ed i lavoratori di tutte le SAM d’Italia hanno dato vita ad una serie di assemblee simultanee che hanno visto la partecipazione di quasi la totalità del personale, interrompendo il servizio all’utenza per un’ora, dalle 11.00 alle 12.00. 

È il segnale di una misura ormai colma, di promesse disattese, di incertezze operative e di tavoli di trattativa interrotti. Ma soprattutto di un sistema di professionalità relegate all’ultima ruota del carro di un’Amministrazione che da un lato chiede loro di alzare l’asticella dei carichi di lavoro (anche chiamando ad assistere telefonicamente i contribuenti di sabato in occasione della campagna sulla Precompilata), dall’altro li lascia nel limbo di tipologie di lavorazioni dai contorni non sempre definiti con un’indennità di servizio ferma al 2006. Dinamiche, queste, che incidono in modo netto sullo stress correlato all’attività lavorativa, aggiungendo ad esso un’aura di incertezza sul futuro collegata ai riflessi dell’intelligenza artificiale.

Le richieste emerse dalle assemblee, frutto di un elevato momento di partecipazione, sono chiare e non negoziabili: definizione chiara dei compiti e delle modalità operative, dall’assistenza telefonica alle lavorazioni collaterali che proliferano indiscriminatamente talvolta senza il passaggio dell’informativa sindacale; aumento dell’indennità di servizio (ferma al palo da vent'anni), sia alla luce della spirale inflazionistica che comprime i salari reali, sia in virtù dell’aumento della complessità operativa dell’attività delle SAM, spesso prima interfaccia della vasta platea di consulenti professionali; una formazione vera, basata su un investimento di risorse reali da parte dell’amministrazione che dia un taglio netto ad un meccanismo di accrescimento di competenze basato sull’autoformazione o su e-learning che privilegiano le c.d. “soft-skills”; un supporto psicologico concreto rispetto alle difficoltà ed allo stress derivante dal contatto con un’utenza talvolta aggressiva da un lato e la spada di Damocle del VALE dall’altro. 

Per questi motivi, USB sostiene e promuove la piattaforma rivendicativa che emerge dalle assemblee, condannando l’inerzia dei vertici dell’Agenzia delle Entrate su una serie di questioni non più rinviabili.

Lavoratrici e lavoratori delle SAM non sanno più che farsene dei rituali e sdolcinati elogi da parte di un’Amministrazione che li mortifica ogni giorno, riversando sulle loro spalle nuovi carichi di lavoro e ignorandoli quando richiedono il giusto riconoscimento di una professionalità calpestata nei fatti. 

Le assemblee dell’11 marzo hanno rappresentato un primo atto di una mobilitazione che, in assenza di riscontro da parte dell’Amministrazione, andrà avanti in modo deciso. 

La pazienza è esaurita. Adesso è il momento dei fatti.