Entrate Lazio. L'anatocismo della violazione

Roma -

Animati dalla speranza che le frasi, che l’Agenzia delle Entrate distribuisce a piene mani, nei discorsi ufficiali, negli opuscoli, negli accordi, nelle circolari e via dicendo, ove si manifesta l’opportunità di coinvolgere i lavoratori nelle dinamiche gestionali, siano seguite da fatti concreti, noi della RdB, fermamente convinti che la partecipazione dei lavoratori nei processi di sviluppo dell’Agenzia sia indice di democrazia, abbiamo più volte cercato di ottenere chiarimenti alla Direzione Regionale delle Entrate del Lazio su alcune tematiche che si stanno svolgendo nella Regione.

 

Così abbiamo chiesto di essere convocati quando è partita la procedura di assegnazione dei vincitori del “progetto iride” agli uffici, così abbiamo chiesto la convocazione per poter discutere dei trasferimenti e accorpamenti dei vari uffici, così abbiamo chiesto l’informazione successiva sull’operazione Sole-Luna .

Siamo ancora qui, in attesa di essere convocati dal Sig. Direttore Regionale, ricordando che l’informazione sia preventiva che successiva è dovuta come da contratto e non rappresenta un’opportunità per coinvolgere i lavoratori nelle dinamiche gestionali!

A nostro avviso tutte queste operazioni se non chiarite, potrebbero indurre a credere che dietro ad esse ci sia qualcosa che vada stridendo con l’immagine che l’Agenzia vuol dare di sé.

Un’immagine di  Agenzia che rispetta i propri lavoratori, e non calpesta i diritti e la dignità degli stessi, obbligandoli a lavorare per più di 9 ore giornaliere o remunerandoli in maniera difforme a quanto stabilito, secondo criteri discrezionali dettati dai  direttori dei vari uffici locali, o attribuendogli carichi di lavoro da terzo mondo, in condizioni precarie di sicurezza e igiene dell’ambiente di lavoro.

Esecutivo Regionale AA.FF.

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