Entrate - Oggi 700 retrocessi domani quanti demansionati?

Roma -

Pubblichiamo una lettera inviataci da un gruppo di lavoratrici e lavoratori dell’Agenzia delle Entrate che dopo aver superato un concorso e aver lavorato per otto anni in Terza Area sono stati retrocessi in seconda area con relativo abbassamento di stipendio a causa di una pessima procedura concorsuale e relativi accordi sindacali sottoscritti dai soliti noti e denunciata fortemente all’epoca da USB come potete vedere dai comunicati allegati.

 

Mentre l’Agenzia delle Entrate riesce in questi giorni, con un maxiemendamento, a salvare gli incarichi dirigenziali e i relativi stipendi, che ricordiamo essere triplo della media europea, nulla fa per i suoi lavoratori ne quelli retrocessi ne quelli che dovevano avere un passaggio economico per i quali una nota della Funzione Pubblica ritiene “non regolare” l’accordo sottoscritto dall’Agenzia delle Entrate e TUTTE le organizzazioni sindacali.

 

Noi a questa ingiustizia non ci stiamo e sono con noi più di tremila lavoratrici e lavoratori che dal 20 luglio hanno già inviato la petizione che vuole che si rimettano al centro i diritti dei lavoratori. Se anche tu vuoi sottoscrivere la petizione premi QUI e poi Invia.

 

Occorre che i lavoratori esprimano con forza il proprio dissenso alle politiche governative e a quelle di questa Agenzia che per fare la prima della classe è quella che ha chiuso più uffici periferici, ha retrocesso i lavoratori ed utilizza i provvedimenti disciplinari con troppa disinvoltura. L’immediato futuro prevede, infatti, la mobilità forzata nell’ambito della stessa città o sino a 50km e il demansionamento grazie al Decreto legge 90 dello scorso luglio per il quale solo USB ha protestato e scioperato.

 

Mentre governo e Agenzia cercano di mettere i lavoratori uno contro l’altro la risposta deve essere di unire le forze ed alzare la protesta, oggi in questa calda estate attraverso petizioni e mobilitazioni, poi attraverso le manifestazioni di piazza e lo sciopero che questo governo teme così tanto da tentare di cancellarlo anche se già fortemente depotenziato e limitato nel passato.

 

La sottoscrizione della petizione rientra nella campagna nazionale di USB “Diritti violati, democrazia sfregiata” che in questi giorni sta cercando di collegare le lotte dei lavoratori pubblici e privati, dei senza casa, migranti e disoccupati, in poche parole del ceto più debole e colpito della società in favore di quei poteri forti che si arricchiscono sulle spalle della povera gente. Noi non ci stiamo a rimanere nel silenzio, clicca QUI.

 

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