Entrate - Problemi di spazi negli uffici - CEPOSTO non è la soluzione!
USB ha scritto alla Divisione Risorse, alla Direzione Centrale Risorse Umane e all'Ufficio Relazioni Sindacali dell'Agenzia delle Entrate la seguente nota in merito alla forte carenza di spazi nei nostri uffici.
La scrivente Organizzazione sindacale vuole sottoporre all’attenzione di Codesta Amministrazione le criticità determinate dall’introduzione del CEPOSTO, applicativo utilizzato in tutti quei casi in cui gli uffici si trovino in carenza di postazione rispetto al personale assegnato.
Tale applicativo, già avviato negli Uffici centrali, si estenderà in altri uffici in concomitanza con l'arrivo di nuovi colleghe e colleghi a seguito dello scorrimento delle graduatorie in forza all’ultimo concorso di Agenzia. In sostanza, molti uffici, che negli ultimi anni hanno saturato ogni postazione utile e ogni spazio occupando tutti i locali a disposizione, annunciano che, coloro che hanno un contratto di lavoro agile, dovranno ricorrere all’applicativo CEPOSTO ogni qualvolta l’attività lavorativa si svolgerà in presenza, soluzione che si renderà necessaria quando il numero di postazioni risulterà insufficiente rispetto al personale assegnato all’ufficio.
Questo ovviamente accade per l’assoluta mancanza di programmazione e di coordinamento necessari quando si dà attuazione ad un piano assunzionale di diverse migliaia di lavoratori e lavoratrici come quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. In un’ottica di spending review negli ultimi 25 anni, molte sedi, divenute troppo grandi per il personale che ospitavano, sono state sostituite da uffici più piccoli, sedi che oggi non riescono ovviamente ad accogliere la doverosa implementazione degli organici.
Nel biennio appena trascorso, in assenza di una ricognizione degli spazi utili ad ospitare l’ingresso di migliaia di neoassunti, abbiamo assistito a soluzioni logistiche che sono andate in deroga alle garanzie di sicurezza e privacy e hanno creato spazi di lavoro invivibili, saturando tutte le postazioni possibili in ciascuna stanza, creando ambienti di lavoro dove trovare la concentrazione, isolandosi da ciò che accade intorno (telefonate, contraddittori, affiancamento di colleghi in formazione, ecc.) comporta un dispendio di energie enorme.
Oggi però anche la saturazione di tutti gli spazi possibili non basta più a garantire una scrivania a ciascun lavoratore. Le disposizioni organizzative individuano la soluzione con il ricorso al CEPOSTO, applicativo attraverso il quale, al personale che ha accesso al lavoro agile, verrà assegnata una postazione in presenza tramite un algoritmo, dando priorità, assicura l’amministrazione, in prima battuta al reperimento di posti nell’area di appartenenza, e solo successivamente nelle aree/piani/uffici in cui vi è disponibilità.
La modalità con cui si sta facendo passare questo elemento di organizzazione del lavoro, dà la misura di quanto i costi di ogni scelta unilaterale di Agenzia, ricadano sempre ed inesorabilmente sul personale, e dà conto della leggerezza con cui tale strumento venga introdotto negli uffici senza preoccuparsi delle implicazioni che lo strumento introduce.
La sicurezza
La postazione fissa di ciascun dipendente consente al lavoratore, ogni volta che si reca a svolgere la propria attività in presenza, di avere chiari quali siano le uscite di sicurezza, il percorso da seguire, i luoghi di raccolta, il proprio “addetto” all’evacuazione. Viceversa, i colleghi e le colleghe addetti alla sicurezza conoscono i nominativi del personale di cui sono responsabili. È evidente che, in una condizione di colleghi che si avvicendano ogni giorno in postazioni differenti, questa condizione non viene assicurata, né per il personale né per gli addetti alla sicurezza.
Coordinamento dell’attività lavorativa
Agenzia fino ad oggi ha organizzato la propria attività lavorativa in team ed aree che, attraverso l’interazione e lo scambio di informazioni, collaborano e si coordinano per il raggiungimento degli obiettivi assegnati. L’adozione del CEPOSTO rischia di negare quei momenti di confronto e di cooperazione che il lavoro in presenza garantisce e che Agenzia auspica anche quando nega motivate richieste di lavoro agile multi periodale, in nome della necessità di un rientro in ufficio a tale scopo.
Lavoro agile
L’introduzione del CEPOSTO irrigidirà la fruizione dello smart working, fino ad ora gestito anche attraverso deroghe alle giornate indicate nei contratti individuali per venire incontro, non solo ad estemporanee esigenze personali e familiari di colleghe e colleghi ma molto spesso per conciliare le diverse esigenze lavorative per le quali l’amministrazione stessa ne chiede occasionali modifiche: riunioni, accessi, verifiche, tutoraggio, ecc. Il lavoro agile, che in questi anni è stato centellinato al personale di recente assunzione, diventa improvvisamente possibile, anzi auspicabile! E cosa succederà nei casi in cui Agenzia pretenderà il rientro in sede del personale in caso di malfunzionamento informatico?
Mobilità e Coworking
In sedi stipate come quelle coinvolte dall’introduzione del CEPOSTO, la mobilità e il coworking rimarranno impraticabili, vanificando le aspettative di coloro che necessitano, per ragioni diverse, di avvicinarsi alla propria residenza o nucleo familiare.
È chiaro che la soluzione dell’aumento degli organici, non può trovare nel CEPOSTO la soluzione dell’organizzazione del lavoro, scaricando sul personale l’onere di spostamenti fisici da una scrivania all’altra, da un piano all’altro, da una sede all’altra.
Alla luce delle criticità elencate la scrivente O.S. chiede che l'Agenzia affronti la questione in maniera strutturale, senza considerare CEPOSTO la soluzione all’inadeguatezza delle sedi di Agenzia.
È necessario affrontare il tema della logistica delle sedi, che devono prevedere stabili più ampi, capaci di ospitare non solo spazi vivibili e sicuri (è di questi giorni la minaccia di un nuovo virus con cui speriamo non dover fare i conti), ma che contemplino anche locali dedicati alla fruizione del pasto, spazi adeguati allo svolgimento delle assemblee, spazi sindacali previsti dal CCNL.
Né può essere un algoritmo a gestire la situazione che coinvolge l’organizzazione del lavoro. È necessaria l’immediata revisione della regolamentazione del lavoro agile che preveda, in casi di sovraffollamento delle sedi, un maggior accesso allo smart working come soluzione coerente alle esigenze di privacy, sicurezza dei luoghi di lavoro e tutela della salute del personale.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro.
Distinti saluti
USB PI Agenzie Fiscali