Entrate: ROMPIAMO IL SILENZIO, RIPRENDIAMO LA PAROLA!

Roma -

Uno strano silenzio avvolge le problematiche che interessano realmente i lavoratori delle Agenzie.

Dopo la sottoscrizione dell’accordo sulle progressioni economiche che prevedeva lo scorrimento delle graduatorie del 2010, sembra che la Ragioneria, e poi la Funzione pubblica, non abbiano intenzione di ratificare l’accordo. E’ impensabile questa ingerenza  degli organi dei controllo che va ben oltre le proprie competenze entrando, a gamba tesa, nel merito degli accordi anche quando si tratta di percorsi professionali autofinanziati. 

Ma è altresì impensabile l’atteggiamento dell’Agenzia che ci sembra decisamente troppo indaffarata alla ricerca di una soluzione tampone per gli incaricati e molto poco attenta, invece, alle politiche retributive che interessano tutto il personale.

Noi ribadiamo quello che abbiamo sempre sostenuto ossia che se si vuole realmente potenziare il comparto Agenzie Fiscali è necessario partire dal basso, cioè dai lavoratori che garantiscono ogni giorno il raggiungimento degli obiettivi e che non meritano di vedere ancora tradite le legittime aspettative professionali e salariali. Anche per queste ragioni devono essere garantiti gli sviluppi economici, prioritariamente nei confronti dei lavoratori che non ne hanno beneficiato.

Nel frattempo la delega fiscale in materia di riorganizzazione delle Agenzie, muta la mission orientandola verso una maggiore tax compliance, determinando, quindi, un profondo mutamento del nostro lavoro. 

La delega ridefinisce il sistema di convenzione tra Mef ed Agenzie fiscali: la quota incentivante verrebbe integrata da un apposito decreto ministeriale che sostituirebbe il comma 165 e che avverrebbe sulla base di indicatori differenti: adempimento spontaneo e tax compliance.

Il tutto, però, avverrebbe ad invarianza di spesa, ovvero sottoposto a quei tetti che da anni stanno martoriando il nostro salario accessorio.

Per questa ragione riteniamo che non è sufficiente ancorare ad un decreto sottoposto ai capricci del ministro di turno il nostro salario accessorio e che, invece, bisogna lavorare per stabilizzare quelle risorse e per rimuovere i tetti.

USB sostiene da sempre che produttività, “meritocrazia” e più in generale la logica del raggiungimento degli obbiettivi a tutti i costi mal si conciliano con una vera lotta all’evasione fiscale.

Diversamente, valorizzazione e investimenti sul personale anche tramite nuove assunzioni, dovrebbero essere le leve strategiche di qualsiasi Governo ed amministrazione che abbiano realmente a cuore la funzione sociale del Fisco.

Ma è chiaro che questi obbiettivi non ci verranno regalati.

Siamo pronti a mettere in campo le iniziative necessarie per riprenderci ciò che ci spetta, a partire dalle progressioni economiche.

 

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