Entrate - Smart Working, ferie e controlli a distanza

Roma -

Sempre più lavoratori scrivono alla nostra casella di posta per segnalarci direttive di alcuni direttori che in barba a norme di legge, al CCNL ed anche alle indicazioni della Direzione Centrale hanno la pretesa di voler tenere i lavoratori come cani al guinzaglio.

Direttori che in un momento di preoccupante e progressivo innalzamento della curva epidemiologica durante il quale non è possibile prevedere se si arriverà a bloccare nuovamente gli spostamenti, pretendono un particolareggiato piano ferie natalizio, ma c’è chi si spinge addirittura sino a Pasqua 2021, obbligando poi i lavoratori ad inserire i giorni nell’applicativo in modo che non ci possano essere ripensamenti. Come se annullare le ferie richieste a causa di eventuali blocchi della circolazione non potesse poi essere una legittima richiesta del lavoratore.

Ma è sul fronte dello smart working e del controllo dei lavoratori in lavoro agile che alcuni direttori  pretendono di avere dettagliati numeri di protocolli delle lavorazioni effettuate, magari ripartite proporzionalmente con le tipologie di attività assegnate: una pressione inaccettabile utile solo a stringere la catena al collo del lavoratore visto che potrebbero tranquillamente  rilevare tali dati dalle procedure informatiche a disposizione.  O ancora il controllo viene esercitato attraverso l'estensione delle ore di contattabilità o attraverso controlli sulle ore o i minuti di collegamento al sistema informatizzato, cosa, tra l' altro, vietata dalla legge.

Lavoratori che vorremmo ricordare hanno permesso questa primavera di evitare il blocco delle lavorazioni dell’Agenzia delle Entrate quando, in pieno lockdown, hanno messo subito a disposizione i propri strumenti informatici ed il proprio collegamento internet permettendo all’Agenzia delle Entrate di svolgere le lavorazioni richieste. E soprattutto lavoratori ai quali a brevissimo verrà richiesto un ulteriore sforzo visto il ruolo che il nostro ente dovrà assolvere per la corresponsione dei contributi a fondo perduto previsti dal c.d. Decreto Ristori.

Ma allora perché trattare in questo modo il personale, perché privarlo del buono pasto mentre alle POER si riconosce l’indennità di mobilità anche quando sono in smart working, perché impedire l'utilizzo dei permessi orari se si è in lavoro agile, perché non rimborsare le spese sostenute? Noi non vogliamo avere catene al collo e le decine di mozioni che ci stanno giungendo in questi giorni dalle video-assemblee realizzate negli uffici da USB sono un chiaro segnale da parte di chi vuole alzare la testa e non accetta rifiuti a richieste legittime e sacrosante.

Partecipa anche tu alle assemblee programmate nel tuo ufficio ed esprimi apertamente la tua opinione. Il futuro del lavoro agile dipenderà dalla tua e dalla nostra voglia di essere protagonisti. Sostenete USB per un futuro “a misura umana”.

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