Entrate - TELELAVORO: aprire una nuova stagione - ALLEGATI gli ACCORDI del 9ott2019

Roma -

Per Telelavoro domiciliare si intende la possibilità di lavorare presso il proprio domicilio attraverso l'adozione di supporti tecnologici, che consentono il collegamento a distanza e un'adeguata comunicazione con l'ufficio di appartenenza.

L'idea di far lavorare i dipendenti da casa nasce già decenni fa, difatti le aziende più avanzate ipotizzavano la possibilità di allocare mansioni aziendali al di fuori degli uffici, in ottica di contenimento costi. Dal canto sindacale la riflessione si  rivolgeva alle implicazioni di una tale organizzazione del lavoro, soprattutto sul piano della socialità e del rischio di un maggior controllo del lavoratore individualizzato.

Da allora, lo sviluppo di reti telematiche e nuovi impianti normativi hanno concretizzato le possibilità di telelavoro e forme di "smart-working", estendendole anche all'amministrazione pubblica.  

In parallelo l'impostazione aziendale dell’Ente pubblico, e l’esigenza di una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro da parte del personale, rendono necessaria un’attenzione adeguata alla fase in atto; che sappia coglierne i rischi attuali, rivendicandone le opportunità.

Nei prossimi giorni si aprirà una fase di confronto sul Telelavoro con i vertici dell'Agenzia dell’ Entrate e, stando alle previsioni riportate sul “Piano per l’utilizzo del telelavoro 2019”, il numero delle postazioni ad oggi disponibili (400) dovrebbe essere ampliato a 700.

Nello stesso documento si legge che le modalità di realizzazione del telelavoro saranno quelle già sperimentate in occasione dell’accordo del 2017. Ricordiamo per grandi linee l’iter per la realizzazione del progetto:  manifestazione di interesse da parte del dipendente, a seguire la redazione della proposta di progetto da parte del responsabile d’ufficio, valutazione del progetto della Direzione Centrale/Regionale e,  a esito positivo, stipula del contratto individuale di telelavoro.  Aggiungiamo  il principio sancito dalla Legge n. 221, del 17.12.2012, secondo cui tutte le attività sono telelavorabili salvo quelle espressamente specificate.

Come USB riteniamo necessaria una nuova stagione del Telelavoro presso l’Agenzia delle Entrate, dove prevalga la tutela dei lavoratori in difficoltà in ottica di reale benessere organizzativo,  accantonando orientamenti puramente ostativi da parte dell’amministrazione.  E’ pertanto doveroso superare quanto accaduto con l’applicazione dell’ultimo accordo: valutazioni non omogenee dei progetti interessati; progetti simili  approvati in alcune regioni, in altre no;  responsabili d’ufficio che non hanno predisposto proposte di progetto, o  le hanno “integrate” con ingiustificati pareri sfavorevoli; interpretazioni restrittive in merito a linee di attività considerate telelavorabili; casi di respingimento del progetto senza comunicazione delle motivazioni al personale.

Chiediamo, inoltre, un’attenzione particolare per quelle situazioni che darebbero normalmente accesso al Telelavoro ma, poiché verificatesi a cavallo della procedura in atto, non permettono la fruizione di tale istituto da parte del personale interessato.

Si auspica che l’accordo 2019 possa dare tempistiche congrue per partecipare alla procedura, ritenendo che un atteggiamento collaborativo da parte di tutti i livelli dell’Amministrazione favorirebbe l’effettiva realizzazione del progetto in termini di strumento conciliativo tra tempi di vita e lavoro.

In conclusione  sosteniamo che occorra realizzare anche nei posti di lavoro le dovute misure per permettere ai colleghi in difficoltà di poter svolgere serenamente le proprie attività senza ricorrere al telelavoro come ultima scelta obbligata.

 

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