Entrate, trattativa Fondo 2018

Roma -

Prosegue la discussione al tavolo nazionale sulla ripartizione del Fondo 2018 che deve essere rivisto alla luce dei nuovi dettati normativi imposti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (art.77 e 78) che impongono che almeno il 30% delle risorse del Fondo siano destinate alla “Produttività individuale” e che almeno il 20% del Fondo sia destinato alla contrattazione di sede, mentre sino ad ora la percentuale prevista per il Badget d’ufficio era inferiore a 4%. A ciò si aggiunga l’articolo 78 del CCNL che differenzia ulteriormente il premio individuale attribuendo, attraverso la valutazione, una maggiorazione del premio nei confronti dei più “meritevoli”.

In un quadro all’interno del quale la vicenda tagli continua ad abbattersi sul salario accessorio, la discussione è ulteriormente viziata dal fatto che l’Amministrazione ha scelto di ricercare un parere preventivo con la Funzione Pubblica prima di definire insieme alle organizzazioni sindacali un sistema condiviso di ripartizione delle risorse. La tanto sbandierata autonomia esaltata quando occorre individuare figure apicali, viene prontamente dimenticata quando si tratta di assumere una posizione in merito al salario accessorio di tutti i lavoratori: di fatto, quindi, le OO.SS. discutono con un soggetto che non ha potere decisionale.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione di avere coraggio e sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali che poi difenderemo, con il sostegno dei lavoratori, anche di fronte ad eventuali osservazioni della Funzione Pubblica, ma per ora così non è. Questo coraggio manca!

La nota positiva di questa lungaggine è che finalmente abbiamo il tempo di apportare modifiche al vecchio, logoro e inadeguato sistema di calcolo della produttività. Difficile sistemarlo ma stiamo apportando alcuni correttivi che possano almeno mitigare qualche stortura.

Finalmente si avrà un solo fondo senza più distinguere tra Area Entrate e Area Territorio, anche se le produttività saranno sempre determinate in modo diverso ma al fine di giungere ad un unico importo da suddividere nelle Dp, UPT, SAM, CO, DR e DC cercando di evitare che poi i fondi possano essere suddivisi di nuovo a livello locale tra Area Entrate e Territorio.

Abbiamo chiesto di livellare drasticamente i parametri della produttività individuale che adesso vanno da 1,2 a 1,7 in ogni ufficio a differenza delle lavorazioni svolte. Risulta eccessivo differenziare del 40% le attività svolte per raggiungere un medesimo obiettivo, svilendo alcune lavorazioni rispetto ad altre che sono imposte dall’Amministrazione e non scelte dai lavoratori. Abbiamo chiesto maggiore chiarezza negli accordi nazionali sull’onnicomprensività, sull’ingiusta esclusione dal salario accessorio nei confronti di chi ha subito sanzioni disciplinari, di eliminare il tetto di 743 euro/annui per chi effettua sopralluoghi, di uniformare gli incentivi per chi rappresenta l’amministrazione, di rendere le indennità coerenti con il badget assegnato che ogni anno diventa sempre minore, anche perché stabilizzato nelle progressioni economiche, al fine di evitare false aspettative.

Abbiamo chiesto di riconoscere le giornate di produttività non solo per i primi 30 giorni di Congedi parentali e per le malattie dei figli ma anche per le giornate calcolate in percentuale, così come di riconoscerle per le donne vittime di violenze, per chi è assente per malattie salva vita o per chi ha utilizzato di ferie solidali per curare i propri figli.

Abbiamo chiesto di inserire un range di valori che possa limitare le incredibili differenze che, in materia di produttività individuale, si determinano tra i vari uffici.

Ma in realtà tutto il sistema della produttività, Area Entrate, si basa su un presupposto sbagliato che necessita di un intervento. L’obiettivo monetario da raggiungere è legato alla previsione calcolata sulla pianta organica del 31 dicembre dell’anno precedente. Capite bene che se la tale prospettiva non viene adeguata all’effettiva pianta organica presente nell’anno, il risultato finale risulta compromesso e cade l’intero castello di carte costruito intorno alla produttività.

Insomma stiamo fornendo all’amministrazione suggerimenti e proposte per migliorare un sistema incentivante che resta comunque inadeguato ed anacronistico. 

 Vi aggiorneremo, come sempre, sugli ulteriori sviluppi.

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