Fastidio? Coda di paglia? Non sappiamo che farci… noi facciamo sindacato!

Genova -

Stiamo svolgendo, in questi giorni, una serie di Assemblee per illustrare l’ipotesi di contratto Agenzie Fiscali e, soprattutto, per raccontare come mai le RdB non hanno inteso sottoscriverlo. Le Assemblee, sia in termini quantitativi che qualitativi, confermano quanto accaduto prima del 26 gennaio: una mobilitazione ed un livello di attenzione senza precedenti. Nelle Assemblee entriamo nel merito del contratto e del contesto in cui si cala, senza eccedere in giudizi verso altri sindacati, cosa che, volendo, sarebbe fin troppo facile. Alla fine proponiamo la sottoscrizione o votazione di una mozione di dissenso a “questo” contratto da inviare al Governo… non ai sindacati… che, fino a prova contraria, non sono la nostra controparte.

 

Ciononostante uno tra i sindacati firmatari (fastidio? coda di paglia?) ha deciso che noi siamo la sua controparte. Così, con un comunicato, offensivo, come vedremo, soprattutto verso l’intelligenza dei lavoratori, dopo che tutti i sindacati hanno giudicato atto politico importante raccogliere le mozioni - VOGLIAMO “QUESTO” CONTRATTO” - ha deciso di etichettare le nostre attuali mozioni, come un tentativo di “fare la cresta per qualche tessera in più”.

 

Probabilmente il fastidio deriva semplicemente dalla nostra coerenza.

 

Abbiamo, infatti, dimostrato la capacità di mediare rispetto alle nostre posizioni di partenza (300 euro al mese) proprio alla ricerca di una posizione sindacale unitaria che potesse valorizzare al massimo le lotte e condurre al “miglior contratto possibile” - che non è certo quello che è stato firmato - e su cui chiedere il mandato dei lavoratori. Il nostro “torto” sarebbe quello di aver rispettato tale mandato, ed ora, di cercare di non buttare a mare, di dare un seguito, a centinaia di mozioni, migliaia di lavoratori in piazza e sul “fronte” per oltre un mese a combattere con i contribuenti “incazzati” e con dirigenti poco illuminati…

 

Abbiamo dimostrato di saper discernere tra i contesti in cui i contratti si calano… e che li rendono inconfrontabili tra loro sul piano meramente aritmetico. Avevamo ritenuto accettabile (non certo ottimo) il contratto precedente, visto che, per limitarci solo ad alcune questioni, superava abbondantemente gli accordi di Febbraio 2002, stabilizzava migliaia di euro in busta paga, consentiva lo svuotamento dell’area A, inseriva una clausola di salvaguardia per i riqualificati, apriva possibili (alle Dogane è già quasi realtà) progressioni economiche per tutti... e conteneva una dichiarazione congiunta che stabiliva che il biennio economico 2004-2005 dovesse essere utilizzato anche per una questione normativa, la “tassa sulla malattia”…

 

Ora ci “limitiamo” a confrontarci con i lavoratori, a chiedergli cosa ne pensano. Cerchiamo di imparare tutti assieme da ciò che è accaduto per non ritrovarci in futuro ancora una volta nelle stesse situazioni. Consci che siamo (ancora) una minoranza sindacale, e quindi senza presunzioni di voler ribaltare il mondo da soli, cerchiamo di costruire con loro gli strumenti più avanzati possibili di lotta… uno tra tutti la proposta di reintroduzione della scala mobile di cui in queste assemblee stiamo cominciando a discutere.

 

E su questo, solo su questo, noi (e gli altri) veniamo giudicati.

 

I lavoratori sono dotati della capacità di intendere e di volere, valutano i contenuti, distinguono chi cerca realmente di farsi portatore dei loro bisogni, e non possono essere oggetto di facili strumentalizzazioni. Mai abbiamo pensato che posizioni sindacali altrui, seppur da noi non condivise, potessero servire solo a “fare la cresta su qualche tessera in più”…  

Attribuirci questa capacità “ammaliatrice” o pensare che i colleghi si iscrivano solo per le presunte menzogne (chiamate eufemisticamente imprecisioni) che noi, secondo questo sindacato infastidito, racconteremmo, significa veramente avere ben scarsa considerazione dei lavoratori… che, siamo certi, metteranno anche questo nelle cose con cui giudicare.

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