Fondi Risorse Decentrate: basta tagli, servono risorse per il 2025 e modifiche per il 2026

Nazionale -

Sono anni che USB conduce la battaglia contro un sistema di tagli iniziato nel 2004 che ha progressivamente sottratto risorse alle lavoratrici e ai lavoratori, svuotando il Fondo Risorse Decentrate (FRD).

Abbiamo denunciato tutto questo quando nessuno lo faceva.

Abbiamo rotto il silenzio su un meccanismo che sottraeva centinaia di milioni ai fondi del personale mentre quelle risorse restavano nella disponibilità delle Agenzie.

Abbiamo mobilitato, scioperato, portato in piazza la questione salariale quando si tentava di ridurla a un problema tecnico.

E alcuni risultati si sono visti.

Il Decreto Legge 39/2024 che ha stanziato per il 2023 e 2024 risorse aggiuntive pari a 38  milioni per l' Agenzia delle Entrate e 13 milioni per Dogane e Monopoli, non è piovuto dal cielo: è frutto diretto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori organizzati da USB.

Non era scontato. Non era dovuto.

È stata una conquista.

Ma lo abbiamo sempre detto chiaramente: non bastava.

Non bastava perché recuperava solo una parte delle risorse sottratte.

Non bastava perché limitato a due annualità.

E infatti oggi ci troviamo con un problema enorme: il 2025 è rimasto scoperto per cui occorre individuare nuove risorse da destinare al recupero del Fondo Risorse Decentrate 2025, oggi, appunto, privo di copertura. 

Messo in sicurezza il 2025 occorre poi un intervento strutturale, capace di restituire integralmente il salario sottratto, stabilizzare le risorse e garantirne una distribuzione equa tra tutto il personale.

Invece, con la norma introdotta nella legge di bilancio 2026, si è imboccata una strada completamente diversa e pericolosa.

Il nuovo meccanismo lascia scoperto il 2025 e prevede che a partire dal 2026 dell'incremento delle somme attribuite per l'incentivazione del personale per una quota non superiore al 60 percento delle risorse individuate con i provvedimenti riferiti al 2025, solo una quota limitata delle risorse confluisce nel fondo del personale; ben il 75% viene invece attribuito alle Agenzie, per essere distribuito al personale in modo selettivo e discrezionale

Per USB questo non è un recupero del salario accessorio.

È uno stravolgimento in peggio.

Si passa da salario legato a obiettivi collettivi, a premi discrezionali, selettivi, divisivi.

Una logica pericolosa, ingiusta e miope che nulla ha a che fare con la necessaria tenuta delle retribuzioni di tutto il personale, ma che punta invece ad utilizzare il salario accessorio – già ridotto da anni di tagli – per esasperare il controllo gerarchico attraverso la valutazione e dividere il personale.

Il tutto mentre l’inflazione ha eroso e sta erodendo pesantemente i salari anche per effetto di rinnovi contrattuali ben al di sotto del costo della vita, gli obiettivi continuano ad aumentare e si produce di fatto un aumento costante delle ore lavorate.

USB lo dice con chiarezza: 

  • tutte le risorse aggiuntive devono confluire nel Fondo Risorse Decentrate
  • non è accettabile che il 75% delle risorse incrementali venga distribuito a piacimento  dalle Agenzie
  • serve una copertura immediata per il 2025
  • le risorse dal 2026 devono essere stabilizzate e strutturali

Questo porteremo al confronto in occasione delle Convenzioni con il MEF e con i vertici delle Agenzie previsto per il 9 luglio.

Affinché sia chiaro che ciò che abbiamo conquistato non lo lasceremo smantellare pezzo dopo pezzo.