Friuli Venezia Giulia - Dogane, a forza di tirare la corda si spezza

Udine -

Dopo un periodo di “abbondante” utilizzo di denaro pubblico, destinato al trasporto dei funzionari verificatori tramite taxi con conducente (diverse migliaia di euro spesi in brevissimo tempo), sono stati emanati imperativi ordini di servizio che prevedono “consistenti” economie che si basano essenzialmente sulla disponibilità dei Lavoratori all’uso del mezzo proprio e/o ad essere trasportati, corredata da dichiarazione degli stessi di sollevamento dell’Amministrazione da ogni responsabilità.

 

Nel caso di incarichi di servizio affidati a due o più funzionari (…) sarà utilizzato un solo mezzo di trasporto privato recita la disposizione di servizio n. 8 del 2 marzo 2011. Quindi, secondo il direttore dell’Ufficio delle Dogane di Udine dovremmo diventare noi i tassisti.

 

Sappiamo che da sempre l’attività di verifica è stata organizzata dall’amministrazione facendo affidamento sulla disponibilità dei lavoratori a mettere a disposizione il proprio mezzo, ma nessuno ci può obbligare a prenderci la responsabilità di trasportare per servizio altri colleghi o ad essere trasportati.

 

Vogliamo anche noi porci il problema delle economie, le nostre però. I Fondi 2009 destinati al personale non sono ancora stati liquidati, il nostro contratto è bloccato fino al 2014 e i rimborsi delle missioni arrivano con sempre maggiore ritardo. Al di là dell’uso del mezzo proprio, se i lavoratori non fossero più disponibili ad anticipare di tasca loro le spese di missioni, o non fossero più nelle condizioni di poterlo farlo, come si garantirebbe un così importante servizio istituzionale?

 

È questo il problema che chi è chiamato ad organizzare il lavoro dovrebbe porsi e risolvere adottando tutte quelle procedure (quali ad esempio: fornitura di autoveicoli di servizio - di carte di credito prepagate o con limiti di spesa mensili - di telepass, convenzioni con servizi stradali di distribuzione di carburante - aziende di trasporto pubblico - esercizi di ristorazione, anticipazione delle spese di viaggio attingendo dalla cassa Aziendale…), che consentirebbero un dignitoso svolgimento dei servizi d’istituto, con evidenti ritorni positivi in termini di economicità, efficienza ed immagine.

 

Invece, a chi ha posto il problema è stato risposto con una minaccia di sanzioni disciplinari se non avessero anticipato le spese. Un simile atteggiamento la dice lunga sul clima di estremo disagio personale e professionale che si sta vivendo ad Udine, se consideriamo che non è isolato e si aggiunge ad una lunga serie di ordini di servizio eseguiti con modalità alquanto discutibili in cui troppo spesso non viene tenuto conto dell’esperienza professionale acquisita dai Lavoratori, demandando agli stessi verifiche, anche complesse, su argomenti per i quali non hanno mai ricevuto alcuna formazione.

 

Per questi motivi USB porterà a conoscenza del Direttore Interregionale le problematiche di Udine e chiederà risposte diverse. La risposta alle esigenze dei lavoratori non possono essere le minacce, il compito di organizzare il lavoro e dirigere un ufficio non può essere quello di fare economie sulle spalle dei lavoratori.

 

Stiamo parlando non già di episodi straordinari, ma di attività svolte ordinariamente che, lo ripetiamo, non possono basarsi sulla disponibilità dei lavoratori ad anticipare i soldi necessari al raggiungimento degli scopi istituzionali. Lo stipendio ci serve a sopperire ai sempre più gravosi impegni economici familiari e non già a far fronte alle particolari esigenze logistiche e organizzative del datore di lavoro o alle sue eventuali carenze. A tirare troppo, si sa, la corda si spezza.

 

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