Il contagio della finanza creativa (Dogane liguria)

Genova -

Nelle dogane della Liguria sta circolando un documento sindacale che, con dovizia di particolari, spiega tecnicamente a tutti i lavoratori la natura delle indennità oggi presenti in dogana.

Operazione lodevole, non c’è che dire, anche se, nel merito, qualcosina ci sarebbe.

Ma, purtroppo c’è un ma.

Il documento comincia con una evidente falsità: “In questi giorni probabilmente si definirà la vicenda dell’attribuzione del tanto famigerato “comma 165” che teniamo a precisarlo porterà alle Dogane ben 52.000.000 di euro a fronte dei circa 37 precedentemente attribuiti” e con un attacco  (una critica?) a, citiamo testualmente,”qualche O.S. che circa un anno fa ha sostenuto che tali soldi non sarebbero stati erogati, che dopo ha sostenuto che tali soldi riguardano 2 anni in 1, che poi ha sostenuto che i fondi attribuiti ad un’altra Agenzia erano insufficienti, per poi attribuirsi il merito che quelli attribuiti all’Agenzia delle Dogane sono tanti”…

Usciamo allo scoperto. Quella O.S. siamo noi!

E siamo assolutamente fieri del lavoro fatto da oltre un anno sulla questione del comma 165.

Innanzitutto perché, a partire dal dicembre 2005, effettivamente la parte politica – di entrambi gli schieramenti – sollecitata dalla campagna di stampa contro i “fannulloni” della Pubblica Amministrazione, ha messo in discussione più volte i fondi del comma 165, in secondo luogo perché, con la nostra raccolta di firme, 17.500, di cui circa 3.000 alle dogane (tutti plagiati? non pensiamo proprio) e con le nostre iniziative di protesta e di lotta, abbiamo arginato il danno.

Danno che, siamo certi, sarebbe stato ancora inferiore se altre sigle sindacali, anziché stare a guardare, avessero fatto, come da noi a più riprese sollecitati, la loro parte.

La verità è che alle Dogane sono stati attribuiti 52 milioni, ma per gli anni di competenza 2005 e 2006, mentre i 37 milioni della volta precedente erano relativi al solo anno di competenza 2004. Questo è incontestabile. Come è incontestabile che alle Entrate, per gli anni di competenza 2005 e 2006 sono stati attribuiti 200 milioni, mentre per il solo anno di competenza 2004 erano stati attribuiti oltre 211 milioni.

La verità è lì, negli atti e tutti possono vederla. Che poi questa cosa verrà aggiustata in qualche modo, mischiando competenza e cassa è qualcosa che ci preoccupa molto… la finanza creativa di Tremonti, a quanto pare, è rimasta ben radicata al Ministero Economia e Finanze, e non solo, ha contagiato anche quei sindacati che, se un’operazione del genere l’avesse fatta il Governo Berlusconi… apriti cielo!

Ma non è questione di dettagli, su cui comunque molto abbiamo già detto e molto altro avremo da dire in futuro. E’ questione di approccio. Al di là di ogni credo politico, ci preoccupa sempre molto il fatto che interessi di partito, o comunque di schieramento politico, condizionino l’attività sindacale e le chiavi di lettura della realtà.

La realtà è una. Non è un elastico che si può tirare dove si vuole.

Sono contraddizioni forti. E quando si assecondano scelte così negative per i lavoratori, quando si entra nell’ottica di diventare parte attiva di un processo di riduzione di costi e aziendalizzazione del lavoro pubblico, si comprende perché non si vorrebbe tra i piedi qualcuno come noi che, con i fatti, queste contraddizioni te le ricorda continuamente… è poi ovvio che vengano chiesti i tavoli di trattativa separati…

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