IL TEMPO E' ADESSO! Continua la mobilitazione contro la pre intesa

Roma -

Continuiamo la mobilitazione contro la pre intesa del 14 dicembre sulle progressioni economiche rispondendo al referendum telematico indetto dall’USB!

Oltre 7.000 risposte al referendum telematico, tantissime assemblee partecipate e vivaci, decine e decine di mozioni che bocciano sonoramente la pre intesa del 14 dicembre: sono questi i numeri della riuscitissima mobilitazione indetta dall’USB contro i contenuti della pre intesa siglata il 14 dicembre da CGIL, CISL, UIL e SALFI.

E sono questi numeri e questa forza che faremo valere nella convocazione all’incontro sulle progressioni economiche prevista per il 1 febbraio.

CGIL, CISL, UIL e SALFI credevano che tutto sarebbe passato sotto silenzio, senza sussulti, non avevano calcolato la variante rappresentata dal pronunciamento dei lavoratori che, invece, hanno ben capito *la vera finalità della pre intesa del 14 dicembre: non quella di avviare un vero percorso per dare risposte a tutti i lavoratori e aprire un ciclo di progressioni che garantisse in tempi ragionevoli passaggi economici per tutto il personale, ma un’ intesa utile soltanto a dare copertura sindacale al finanziamento di Posizioni Organizzative  e Incarichi di Responsabilità utilizzando risorse fisse e ricorrenti, invece che fondi dell’Amministrazione o risorse variabili come da USB sostenuto al tavolo.

Insomma, con quella pre intesa le OO.SS firmatarie hanno levato le castagne dal fuoco all’amministrazione che aveva bisogno del consenso sindacale per il finanziamento degli articoli 17 e 18 del CCNI.

Ora CGIL, CISL, UIL e SALFI, in preda al panico per la caduta verticale di consenso tra i lavoratori, inviano una lettera al Direttore dell’Agenzia nella quale, udite udite, si lagnano delle scelte operate dall’Amministrazione in materia di valorizzazione del personale …

Potrebbe quasi farci tenerezza il tono della loro lettera, ma non c’è nulla di tenero in chi, in questi anni,  ha avuto un ruolo attivo e complice rispetto a tutte quelle scelte che hanno mortificato il sacrosanto diritto dei lavoratori a veder riconosciute le legittime aspettative professionali e salariali.

E, badate, la pre intesa del 14 dicembre è solo l’ultimo cedimento nei confronti dell’amministrazione.

Vogliamo forse dimenticare, per restare in tema di progressioni, la procedura del 2010 con un 10% di eletti nominati dai direttori, o il recente accordo che ha completato quella procedura nella quale è stata introdotto lo “scalpo” della valutazione grazie alla quale quasi 5.000 lavoratori sono stati umiliati e offesi con un punteggio oscillante tra lo 0 e l’1?

A questi tentativi maldestri e goffi di CGIL, CISL, UIL e SALFI di occultare le proprie responsabilità dobbiamo rispondere proseguendo ed intensificando la mobilitazione.

Dalle assemblee fatte in questi giorni è uscita una indicazione univoca: tutti
i 40.000.000 di euro di risorse fisse e ricorrenti devono essere utilizzati per le progressioni economiche.

Questa sarà la posizione dell’USB all’incontro del 1 febbraio, questo sarà quello che diremo al tavolo, ma *occorre che i lavoratori rafforzino ancora la nostra posizione continuando a travolgere con una valanga di no i contenuti della pre intesa.

Le condizioni per riaprire la trattativa ci sono tutte, ma non dobbiamo perdere nemmeno un minuto! Il tempo è adesso, dopo ci sarà spazio solo per le lamentele e i rimpianti!

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