La lotta paga: a pochi giorni dal presidio USB il sottosegretario firma il decreto del comma 165

Roma -

È stato firmato dal sottosegretario Polillo il decreto sul comma 165. Adesso la palla passa agli organi di controllo che dovranno procedere all’approvazione del decreto e poi, finalmente, lo stesso potrà essere trasmesso alle Agenzie fiscali per la contrattazione e la distribuzione del salario accessorio ai lavoratori.

 

Da un primo raffronto sembrerebbe esserci corrispondenza tra le cifre assegnate alle Agenzie Fiscali e al Ministero dell’Economia nel  primo decreto firmato 6 mesi fa e poi ritirato, e quelle del nuovo decreto, con la necessaria integrazione degli importi  per l’AAMS, alla luce dell’incremento del personale che ha interessato questa amministrazione.

 

Annunciamo con estrema soddisfazione la notizia dello sblocco delle somme del comma 165: a circa 10 giorni dal presidio unitario organizzato dall’USB del MEF e delle Agenzie Fiscali, i lavoratori portano a casa un risultano per nulla scontato, scongiurando il concreto pericolo di ulteriori rallentamenti nella corresponsione del nostro salario accessorio.

 

Troppi attori, però, hanno giocato sporco in questa vicenda mettendo a repentaglio la percezione delle somme da parte dei lavoratori: non solo i tecnici di via XX settembre, ma anche alcune OO.SS del MEF (UIL in primis),  le quali “non contente” dei soldi assegnati al Ministero, hanno pressato affinché il decreto già firmato e approvato a novembre 2012, venisse riscritto. Il “brillante” risultato di questa strategia è stato prima lo stallo dell’iter di pagamento, e dopo il ritiro in autotutela del decreto.

 

E così, dopo averci fatto perdere ben 6 mesi, quelle stesse OO.SS, hanno lanciato una raccolta di firme nelle Agenzie Fiscali per chiedere lo sblocco delle risorse del comma 165. Dopo aver contribuito a creare una tale situazione, leggere il comunicato nel quale la UIL attribuisce il merito dello sblocco del comma 165 al suo “paziente lavoro condotto senza clamori” ci ha fatto letteralmente sobbalzare: proprio la UIL che il giorno precedente il presidio organizzato dall’USB, aveva diffuso la falsa notizia della firma del decreto, per scoraggiare la crescente protesta dei lavoratori!

 

Come USB, non siamo caduti in assurde contrapposizioni e corporativismi tra lavoratori del Mef e delle Agenzie Fiscali, ma al contrario abbiamo mantenuto un profilo unitario: l’8 marzo tutti insieme abbiamo gridato la nostra indignazione sin sotto le finestre di via XX settembre chiedendo a gran voce lo sblocco delle risorse del comma 165 per tutti i lavoratori e strappando l’impegno, da parte del sottosegretario Polillo, a sottoscrivere al più presto il decreto.

 

Ora, a circa 10 giorni da quella riuscitissima iniziativa, raccogliamo i frutti della mobilitazione di quella giornata, nella quale abbiamo costretto l’autorità politica quantomeno a tenere fede agli impegni assunti per quanto riguarda la celerità della firma. Chi pensa che fare sindacato significhi soltanto sedersi con il cappello in mano ai tavoli della trattativa è servito: la mobilitazione come sempre è l’unica arma dei lavoratori.

 

Questo è l’insegnamento che dobbiamo trarre dalla vertenza del comma 165 e che deve servire come indicazione anche per le tante battaglie che ci attendono nell’immediato futuro, a cominciare dalla difesa del nostro salario accessorio. Nell’ultimo quinquennio il comma 165 è stato quasi dimezzato e solo la stabilizzazione di queste risorse potrà evitare che nel giro di pochi anni vengano prosciugate da ulteriori scippi dei governi di turno.

 

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