L'agenzia delle entrate all'attacco dello smart working

Nazionale -

Ancora una volta, a ridosso della presentazione delle istanze di rinnovo, fioccano restrizioni, vincoli e interpretazioni fuori da ogni logica. 

Usb scrive tempestivamente ai vertici dell'amministrazione e al Cug richiamando il rispetto della natura e della finalitá dell'istituto.

Questa la nota inviata alla Divisione Risorse, Direzione Centrale Risorse Umane, alle Direzioni Regionali e al Comitato Unico di Garanzia.

Oggetto: rinnovo dei contratti individuali di smart working e sperimentazione dell’applicativo Gestione Istanze Lavoro Agile.

Allo scadere dei contratti di smart working al 31 gennaio 2026, nell’osservare le indicazioni fornite il 31 dicembre 2025 dall' Agenzia al fine di consentirne il rinnovo senza soluzione di continuità, sono emerse diverse criticità e contraddizioni con riferimento alla natura dell’istituto, e persino rispetto alla Regolamentazione formulata unilateralmente da Codesta Agenzia nel 2023.

Ci riferiamo alle tardive disposizioni indirizzate a tutte le articolazioni da parte di Codesta Direzione Centrale a fine anno 2025 con le quali si ribadisce che l’organizzazione del lavoro viene sempre e comunque anteposta alle esigenze personali e familiari, stravolgendo di fatto il senso del lavoro agile. 

Ci riferiamo all’obbligo di presentare la domanda in formato digitale, disposizione arrivata a ridosso dei rinnovi e che sta creando diverse difficoltà per la necessità di dover abilitare tutto il personale alla firma digitale, a pochissimi giorni dal termine di scadenza dei vecchi contratti e con situazioni a macchia di leopardo di inadeguatezza delle infrastrutture informatiche e CNS scadute.

Ci riferiamo anche a tutte quelle indicazioni sulle valutazioni in merito all’autonomia della gestione dell’attività lavorativa da parte del richiedente, che riducono in maniera discriminatoria, per colleghe e colleghi di recente assunzione, l’accesso al lavoro agile ad una sola giornata settimanale, indicazione verbale massiva, senza valutazione alcuna né sull’autonomia del lavoratore/trice, né sulle reali esigenze di servizio.

Richiamiamo anche l’indicazione riportata nell’applicativo Gestione Istanze Lavoro Agile, che impone 5 ore giornaliere di contattabilità, laddove invece la stessa Regolamentazione al capoverso 4, paragrafo 9, prevede che “La fascia di contattabilità è stabilita in 4 ore giornaliere, anche distribuibili in una fascia antimeridiana e in una pomeridiana; prevedendo “una diversa durata, in relazione alle esigenze organizzative e alla tipologia di attività svolta, da un minimo di 3 ore ad un massimo di 5 ore”. L’estensione tout court della contattabilità a 5 ore giornaliere, pretesa di norma in tutti gli uffici negli anni passati e già più volte contestata dalla scrivente O.S., è stata di fatto formalizzata dall' Agenzia nell’applicativo avviato in via sperimentale, attraverso una interpretazione palesemente errata rispetto a quanto stabilito dalla Regolamentazione.

Ci riferiamo a tutte le “raccomandazioni” verbali, se non addirittura scritte, date negli uffici sulla scelta delle giornate settimanali da fruire in modalità agile da parte del richiedente, indicazioni che non scaturiscono da reali esigenze di servizio e che dovrebbero essere esplicitate per ciascuna domanda respinta e non genericamente evocate dal coordinatore di turno, ma dettate piuttosto dalla sindrome da “nido vuoto” della quale l' Agenzia non si è mai liberata in questi anni (no smart working venerdì e lunedì, no smart working due giornate  consecutive). 

Il contratto individuale di lavoro agile imposto ai lavoratori e lavoratrici dell'Agenzia si sta trasformando, con raccomandazioni, richieste e rifiuti verbali, in contratti individuali standardizzati che si allontanano sempre più dalla natura dell’istituto, stravolgendolo e facendolo diventare una gentile concessione della dirigenza piuttosto che un’opportunità per favorire quel benessere organizzativo che Agenzia annovera tra i suoi valori.

Alla luce di quanto sta avvenendo negli uffici in questi giorni di inizio anno, si chiede:

a) di non inibire la presentazione delle istanze vincolandole a indicazioni fantasiose e fuori da ogni logica;

b) di richiamare le articolazioni a non mortificare e limitare l’accesso all’istituto con interpretazioni ispirate solo a logiche restrittive considerando;

c) di attenersi, nella valutazione delle istanze presentate, quanto meno al rispetto di quanto indicato nella Regolamentazione del lavoro agile (provvedimento del Direttore dell’Agenzia n. 421166 del 7 dicembre 2023), eventualmente motivando con argomentazioni puntuali ogni singola richiesta qualora la si ritenesse non meritevole di accoglimento;

d) in assenza di “variazioni di contesti organizzativi e caratteristiche della prestazione”, di dare seguito ai rinnovi di accordi preesistenti.

Cordiali saluti