Lazio - Agenzia Dogane, il disagio e il gioco delle tre carte

Roma -

Il giorno 8 febbraio, presso la Direzione Regionale del Lazio e Umbria, si è svolta una riunione, avente come secondo punto all’ordine del giorno "l’indennità di disagio" relativa agli ultimi cinque mesi dell’anno 2008. In realtà la vicenda parte da lontano e visto l’imbarazzante epilogo consumatosi nell’ultima riunione non possiamo esimerci da fare il riassunto “delle puntate precedenti “ partendo  da quando con il Contratto Integrativo del maggio 2008 (che la nostra sigla non ha sottoscritto) è stato sancito un nuovo metodo di calcolo per la  suddetta indennità che, ricordiamo, è prevista da una legge. Successivamente l’Amministrazione ha ritenuto opportuno puntualizzare e ribadire attraverso comunicazione scritta l’interpretazione autentica della legge medesima sottolineandone il carattere meramente tecnico.

 

Infatti, ad oggi il disagio è retribuito sulla base di una scheda tecnica che sancisce, previo il possesso di alcune caratteristiche specifiche degli uffici, una griglia di punteggi che vanno a determinare la diversificazione delle strutture interessate determinando anche la diversificazione degli importi degli aventi diritto.  Di fatto questa nuova determinazione ha provocato la sollevazione della maggior parte degli uffici interessati da parte delle RSU sui posti di lavoro e dei  rappresentanti regionali e territoriali anche di sigle firmatarie del Contratto Integrativo. Nella nostra Direzione Regionale, infatti non si era potuti giungere ad un accordo proprio in virtù della non accettazione di questa interpretazione: più di una assemblea del personale ha dato mandato ai propri rappresentanti sindacali di non sottoscrivere accordi che sancissero la legittimità dei nuovi punteggi.

 

Dal canto suo l’Amministrazione non ha ritenuto opportuno operare alcuna apertura alle pressioni del personale  ma anzi ha intrapreso un percorso a dir poco sconcertante, completamente incurante delle regole e, quel che è peggio, finalizzato esclusivamente ad imporre le proprie determinazioni. Non a caso era già stato sottoscritto nei mesi scorsi un accordo (naturalmente non valido) con una sola sigla sindacale, ma la Dir. Reg. ha fatto di più: nell'ultimo incontro ha praticamente imposto la sua interpretazione chiamandola “politica” che non solo smentisce le determinazioni del tavolo nazionale, ma che è  in aperta violazione delle regole che  lei stessa si è data.

 

Quando le è stato proposto un accordo “politico” che mantenesse il massimo del punteggio a tutta la struttura di Roma 2 ci ha  bacchettato rivendicando la natura meramente tecnica dell’indennità di disagio, tecnicità dalla quale non si poteva assolutamente prescindere perché un accordo politico avrebbe violato le regole sancite dal Contratto Integrativo.

Il giorno 8 febbraio poi ha proposto un accordo “politico” sulla base del quale attribuisce a tutto il personale un punteggio medio che di fatto toglie i soldi agli aventi diritto sulla base della sua griglia “tecnica” e con gli stessi soldi tolti ad alcuni lavoratori attribuisce un punto in più a coloro che in  base sempre alla  sua griglia tecnica ne avevano uno in meno.

 

Insomma l’alta strategia politica di questa a dir poco imbarazzante Amministrazione fa la politica del personale con i soldi dei lavoratori, usando lo strumento degli accordi per fare e disfare le proprie regole, per affermare i propri principi per poi smentirli clamorosamente. Vorremmo ricordare all’Amministrazione e a qualche distratta sigla sindacale che i lavoratori delle Dogane non hanno bisogno di qualcuno che si metta sul pulpito e insegni loro cos’è la solidarietà fra lavoratori, vorremmo ricordare loro che la faccenda disagio non è soltanto una mera tecnica questione di soldi ma è molto di più: è la rivendicazione della nostra dignità di lavoratori che non può essere svilita da un numero dato da una scheda tecnica!

 

La nostra dignità è sistematicamente ignorata e calpestata come per i lavoratori degli uffici di Terni e Perugia che erano stati semplicemente anzi tecnicamente ignorati quali aventi diritto e che averli finalmente inseriti non è stata una vittoria di una sigla sindacale piuttosto che di un’altra  ma è stato il sacrosanto riconoscimento di un giusto diritto. Il disagio maggiore che i lavoratori doganali vivono quotidianamente è quello di dover fare i conti con una Amministrazione confusionaria che ostinatamente continua a non volersi accorgere delle preziose professionalità che lavorano per lei, che continua a perpetrare un sistema indennitario logoro, vecchio inadeguato ed iniquo.

 

La vicenda disagio ne è  la prova tangibile; i lavoratori di questa Agenzia  hanno la necessità di vedersi riconosciuta la propria professionalità: chiedono che venga indennizzata la loro funzione  non attraverso la frammentazione di indennità ormai obsolete ed economicamente irrisorie ed inadeguate ma piuttosto riconoscendo una specifica indennità appunto "di funzione"!

 

Non sappiamo ancora se le sigle sindacali che hanno chiesto tempo per confrontarsi con i propri iscritti sottoscriveranno questo folle accordo e se quindi lo stesso sarà valido o meno, sappiamo però, oggi più di ieri che il sistema fa acqua da tutte le parti e và cambiato. Nel frattempo stiamo redigendo una lettera indirizzata all’Amministrazione e alle OO.SS, firmatarie chiedendo l’interpretazione autentica di come si possa togliere un diritto acquisito in nome di un accordo politico che, per buona norma, è politico solo quando soddisfa tutte le parti.  La risposta magari ci chiarirà come fare ad arrivare ad un nuovo Accordo "politico" che redistribuisca risorse, ma stavolta attingendo dagli....................stipendi dei dirigenti !!!

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