Lazio - Dogane, a Rieti buoni obiettivi ma dimenticati per il resto

Rieti -

Gli Uffici doganali, grazie ad una capillare presenza delle Sezioni Operative, riescono a presenziare e vigilare su tutto il territorio nazionale.

Poi, se la capacità dei funzionari, anche mista ad un poco di fortuna (ma la fortuna aiuta gli audaci! Non chi sta seduto in poltrona), porta ad egregi risultati, se l’impegno sul territorio porta nelle casse dello Stato soldi buoni, allora tutta la struttura doganale se ne compiace. Subito dopo si ritorna nel dimenticatoio !!!

Così sta accadendo che la SOT di Rieti si stia ESAURENDO in silenzio: sono rimasti sei colleghi; non c’è responsabile (congratulazioni a chi sarà scelto!); non c’è mezzo di servizio ed erano stati “dimenticati” anche nella trattativa per il Budget di sede 2009  ma per fortuna la memoria di USB non ha vacillato e così arriveranno i fondi dovuti !!!

E tutto questo si somma al fatto che la Sot deve fare riferimento all’Ufficio di Roma 1 che si trova a cento chilometri di distanza, con tutti i problemi connessi al traffico della capitale e dell’unica strada di collegamento dove d’inverno abbonda la nebbia il gelo e spesso anche la neve.

E pensare che intanto è in via di completamento un bell’Interporto nella provincia di Rieti, con tutte le relative infrastrutture, collegamenti stradali rapidi per la capitale e per il porto di Civitavecchia, snodo ferroviario collegato anche con il porto di Livorno e la Dogana dovrà essere chiamata ad ampliare il suo raggio di azione piuttosto che realizzare la sua chiusura. Se a questo aggiungiamo che, sempre sotto competenza della Sot, esistono già depositi doganali, magazzini, ecc. distribuiti su un territorio ampio e non sempre agevole si comprende facilmente come sarebbe necessario trasformare la SOT in un Ufficio delle Dogane a se stante.

Invece ci troviamo davanti ad un plotone di “legionari” che conoscono il territorio e che si ostinano a lavorare nell’interesse dell’Amministrazione a cui però nulla importa di loro: sembra un film dove un manipolo di donne e uomini, nel deserto della burocrazia e della ipocrisia, continua a combattere ed a presidiare perché non vuole perdere la propria dignità; perché non vuole disperdere una professionalità ben dimostrata negli anni.

Rispettare il lavoro e la dignità dei lavoratori lo si può realizzare attraverso nuove assunzioni, adeguati riconoscimenti economici e forti investimenti in un territorio che deve crescere e migliorare i suoi collegamenti anche con gli altri uffici doganali.

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