Lazio - Entrate, ci siamo, un altro giro di valzer

Roma -

E si nei nostri uffici stiamo assistendo ad una nuova risistemazione dei dirigenti regionali e provinciali. Tizio passa a uno, Caio passa a due e Sempronio va a tre.

 

 

Sembra di essere tornati  ragazzi quando si giocava al gioco della scopa, a qualcuno restava in mano, (oggigiorno qualcuno viene arrestato), ma tant’è … il gioco continua.

 

 

E mentre i dirigenti incassano lauti compensi derivanti dagli obiettivi raggiunti dai lavoratori, trasformano le vetture degli impiegati in auto-blu e gli impiegati in servizio in autisti, in barba a qualsiasi spending-review, attribuiscono nomine e compensi in forma medievale e risolvono, con sorprendente flessibilità d’azione, problemi dell’amministrazione al fine di aumentare il controllo sui lavoratori, anche attraverso telecamere installate negli uffici (che forse, probabilmente, visti gli ultimi eventi, sarebbe opportuno installarle nelle stanze dei dirigenti), ci siamo noi lavoratori, gli unici che non possono giocare, privati ormai dei più  elementari diritti come quelli della retribuzione (vedi comma 165), quelli sindacali (accordi sistematicamente disattesi), quelli aziendali (orari di lavoro e sicurezza), tanto per citarne alcuni.

 

 

Certo con questo loro “modo di fare” sarà sempre più difficile contrastare l’onda di disapprovazione dei cittadini che percepiscono un fisco estraneo e vessatorio.

 

 

Spetta a noi farli cambiare, lotta per i tuoi diritti, inizia da venerdì 8 marzo sotto il Ministero di via XX Settembre.

 

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