Lazio - Entrate, la folle corsa contro i diritti dei lavoratori

Roma -

Nella nuova corsa a chi prevarica i diritti dei lavoratori ben si inserisce il neo Direttore  della Direzione Provinciale I di Roma.

 

Tra chi dispensa regole comportamentali del tutto arbitrarie  e chi emana ordini di servizio anche su come  parcheggiare la macchina, il Direttore della DP 1 va ben oltre ed interpreta a suo modo anche il contratto di lavoro che, seppur datato, ricordiamo, è ancora in vigore.

 

Con una convocazione avente per oggetto “protocollo locale sulle relazioni sindacali – per una migliore funzionalità delle relazioni” inizia la corsa del Direttore della DP I di Roma.

 

Nella bozza, in una incredibile e personalissima  interpretazione del CCNQ, si pretende  di obbligare sia i rappresentanti sindacali che le RSU ad avvalersi dei permessi sindacali per le convocazioni dell’amministrazione durante l’orario di servizio, di individuare nel numero massimo di tre  i componenti della delegazione RSU e delle OO.SS che possono partecipare alla riunione di cui uno solo incaricato della discussione ed infine, bontà sua, viene attribuito un massimo di 10 minuti ad ogni intervento per sigla sindacale mentre, alla delegazione pubblica, è consentito, naturalmente, parlare ad libitum.

 

“Ovviamente” la convocazione per la riunione verrà inviata a un solo rappresentante per sigla e a un solo rappresentante RSU, e, per finire, una volta sottoscritto un accordo sarà l’amministrazione a portarlo a conoscenza di tutto il personale.

 

Evidentemente il furore del governo contro ogni forma di rappresentanza collettiva dei lavoratori attecchisce pienamente anche nei nostri ambienti ...

 

La corsa però non si ferma qui e si sposta, poi, direttamente sul versante dei lavoratori con altri due ordini di servizio: uno, concernete l’orario di lavoro, che non modifica, però, la sostanza del famigerato ordine di servizio che ha allungato a dismisura l'orario di apertura degli sportelli, l’altro, volto ad inasprire,  attraverso una serie infinita di controlli, cavilli e quant’altro, i rapporti con il personale.

 

Insomma, si restringono gli spazi di democrazia intervenendo sulle relazioni sindacali e poi ci si accanisce contro i lavoratori: due aspetti che fanno parte del medesimo progetto.

 

Di fronte a tutto questo non una parola si sente pronunciare dalle altre OO.SS oramai abituate al silenzio persino oltre il limite della decenza.

 

Ora, noi vogliamo ribadire che non accetteremo interpretazioni fantasiose ed antidemocratiche delle relazioni sindacali, così come non accetteremo i tentativi di trasformare gli uffici in caserme e metteremo in campo tutti gli strumenti sindacali a nostra disposizione per ostacolare la corsa di chi vuol riportare le condizioni dei lavoratori a modelli ottocenteschi. Magari spacciandosi per un innovatore ...

 

I lavoratori, però, dovranno darci una mano schierandosi senza indugio con chi è realmente al loro fianco ed alzando la testa perchè la pericolosa fantasia di chi si accanisce contro i nostri diritti  non conosce oramai nessun limite.

 

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