Lazio - Entrate, POER e RAPPRESENTANTE SINDACALE: come tenere due piedi in una scarpa

Roma -

Il nostro è il paese del conflitto di interessi. Ognuno lo denuncia quando avviene in casa d’altri, mentre in casa propria si è sempre più indulgenti…

Accade così che agli Uffici centrali un rappresentante della RSU eletto nella lista di Dirpubblica (avete capito bene proprio quella organizzazione sindacale che ha travolto l’Agenzia di ricorsi contro le posizioni organizzative di elevata responsabilità (POER), coerenza questa sconosciuta...) abbia partecipato e sia stato dichiarato vincitore della selezione per la POER.

Dopo la nomina, però, proprio per evitare conflitti di interessi potenziali e non, ci saremmo aspettati, per coerenza ed evidenti ragioni di opportunità, che il collega si dimettesse dal ruolo di RSU perché non si può indossare i giorni pari l’abito del sindacalista e i giorni dispari quello del Capo ufficio.

Certo siamo tutti lavoratori replicherà qualcuno, ma non c’è dubbio che non siamo tutti sulla stessa barca o meglio c’è che naviga in mare con una comoda barca a vela dotata di buon motore e chi, invece, si arrangia con un semplice barchino.

Come è noto, infatti, le POER percepiscono una retribuzione di posizione e di risultato che fa schizzare verso l’alto lo stipendio e che nulla ha a che vedere con la retribuzione percepita da un “normale” lavoratore.

Per compiti e responsabilità hanno, poi, un ruolo direttivo e quindi esercitano anche un potere gerarchico.

Per esempio, con la diffusione dell’insopportabile valutazione direttamente o indirettamente formuleranno giudizi e valutazioni nei confronti del personale: e tali giudizi impatteranno sul salario accessorio indirizzando le risorse a vantaggio di alcuni e a scapito di altri (artt. 77 e 78 del CCNL).

E allora vi sembra normale che chi valuta il personale e decida anche sulla destinazione di quote del salario accessorio di tutti i lavoratori, poi debba rappresentare i lavoratori all’interno della RSU?

 

 

E soprattutto è lontanamente immaginabile che un titolare POER assuma durante il confronto sindacale una posizione contraria a quella prospettata dall’amministrazione o, visto il ruolo che ricopre, sarà sempre e comunque d’accordo con l’amministrazione?

Abbiamo, quindi, sollevato il problema all’interno della RSU invitando anche i rappresentanti delle OO.SS. territoriali a prendere una posizione, ma quasi tutti si sono girati dall’altra parte, e coloro che si sono pronunciati hanno asserito che non sussiste alcuna incompatibilità. Forse stanno già pensando alle prossime elezioni RSU quando chiederanno che anche le POER possano essere candidabili …

Davvero strane queste organizzazioni sindacali: fanno le barricate per impedire a USB, sigla sindacale maggiormente rappresentativa, di partecipare alla contrattazione in quanto non firmataria del CCNL, e poi considerano assolutamente normale che un lavoratore che svolge compiti semi- dirigenziali o paradirigenziali sieda pacificamente in un organismo sindacale di rappresentanza del personale.

Naturalmente la questione che solleviamo non ha nulla di personale né nei confronti del collega né nei confronti delle POER, ma ha natura sindacale perché chiama in causa un principio, quello della distinzione dei ruoli, che come USB riteniamo inderogabile. Senza se e senza ma!

Abbiamo voluto portarvi a conoscenza di questa vicenda affinché fosse chiara la posizione dell’USB in merito.

Al fine di sanare questa palese stortura che potrebbe creare un pericoloso ed inaccettabile precedente, torniamo a chiedere che il collega eletto nelle liste della Dirpubblica, per rispetto della funzione sindacale si dimetta dal ruolo di RSU ed invitiamo le altre OO.SS. ad assumere una posizione chiara in merito.

Chi tace acconsente …

 

USB PI – Agenzie Fiscali

Uffici Centrali

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