Lazio - Entrate, riorganizzazione Uffici Centrali: QUANDO IL CAOS REGNA SOVRANO

Roma -

Non avevamo dubbi sul fatto che la riorganizzazione degli uffici centrali si sarebbe risolta in una operazione penalizzante per i lavoratori e sganciata da ogni reale esigenza organizzativa.

Lo avevamo denunciato sin dall'inizio e lo abbiamo espresso in tutte le occasioni (pochissime) nelle quali si è aperto il confronto con l'Amministrazione. In realtà il termine confronto è decisamente un eufemismo visto che le informazioni sull'argomento sono state fornite sempre col contagocce e la riorganizzazione è stata imposta e gestita dall'alto senza tenere minimamente conto delle osservazioni che, come USB, avevamo formulato.

Pur non condividendo la logica alla base del processo che si stava mettendo in campo, non abbiamo rinunciato a fare delle proposte.

Avevamo per esempio chiesto che la riorganizzazione fosse gestita in maniera trasparente e non unilateralmente; che fosse fornita alle OO.SS e ai lavoratori un prospetto con le dotazioni organiche dei singoli uffici; che venisse riconosciuta al personale la possibilità di esercitare delle opzioni in modo da salvaguardare quanto più possibile le professionalità acquisite e avviare un processo di mobilità interna condiviso.

Ma al di là delle rituali rassicurazioni, tali osservazioni sono rimaste inascoltate e l'Amministrazione ha tirato dritto per la sua strada limitandosi a qualche “aggiustamento” in corso d'opera.

A distanza di quasi due mesi dall'avvio di questa riorganizzazione, tra competenze indefinite, Direzioni centrali aumentate e maxi strutture di supporto, uffici smembrati e neo costituiti, uffici con dotazioni organiche irrisorie e assegnazioni di personale "a tempo", ciò che balza palesemente agli occhi è quello che sin dall'inizio USB ha denunciato: tale operazione ha obbedito a logiche che nulla hanno a che fare con il miglioramento della funzionalità della macchina fiscale.

E mentre il personale è sempre più spaesato e sconcertato, su tutto aleggia il consueto e insopportabile valzer delle poltrone con regole e procedure altamente "discrezionali".

Insomma … una operazione incomprensibile che ha approfondito la distanza tra una Amministrazione sempre più autoreferenziale e i lavoratori.

Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrà accadere quando questo capolavoro verrà esportato in periferia …

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