Lazio - Entrate, Ufficio Centrali, TUTTI A CASA!

Roma -

La scrivente Organizzazione Sindacale con la presente esprime la più ferma protesta per la  gestione delle misure organizzative di attuazione dei decreti emanati dal governo e delle direttive diramate della Funzione Pubblica che, invece di consentire al personale il tempestivo accesso straordinario alle modalità di lavoro agile (anche in assenza di accordo individuale), ne ha incomprensibilmente imbrigliato la fruizione.

Per tutta la settimana scorsa centinaia di lavoratori sono rimasti in attesa di istruzioni e della sospirata procedura, esposti per giorni al rischio di contagio. 

Ci sono giunte molteplici segnalazioni, se non vere e proprie grida di aiuto, per il comportamento di Dirigenti e Capi ufficio che, nonostante la dichiarata pandemia, hanno continuato ad ignorare le disposizioni emergenziali stabilite dal governo, frapponendo ostacoli alla generalizzazione dello smart working.

La scrivente O.S. ha inoltre contezza del fatto che sono stati imposti accordi individuali (anche se i DPCM emanati non ne imponevano l'obbligatorietà) con obbligo di rientro settimanale generalizzato (anche di due giorni), quando non necessario poiché non correlato allo svolgimento di servizi essenziali ed indifferibili, ciò in contrasto con la Direttiva n. 2 della Funzione Pubblica che prevede espressamente che “Le amministrazioni considerato che (…) la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è il lavoro agile, limitano la presenza del personale negli uffici ai soli casi in cui la presenza fisica sia indispensabile per lo svolgimento delle predette attività”.

Pertanto, considerato che anche la Direttiva del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13/3/2020 ha definitivamente recepito quanto sopra evidenziato, si chiede:

  • di dare concreta e corretta applicazione della suddetta modalità di lavoro a distanza;
  • di considerare superati eventuali accordi individuali in ordine alla obbligatorietà di rientro settimanale, in quanto sottoscritti in violazione delle indicazioni sopra evidenziate, laddove si dovesse rilevare la scarsa o mancata sussistenza dei requisiti correlati alla indispensabilità della presenza con riferimento alle attività di norma espletate dal lavoratore;
  • di rilasciare al personale presente in ufficio un’attestazione contenente l'autorizzazione alla circolazione per motivi di lavoro.

Da ultimo, al fine di garantire la massima tutela della salute a tutto il personale che è stato presente in ufficio e assicurare la sicurezza ai colleghi che dovessero rientrare per le citate ragioni di servizio, la scrivente USB chiede di conoscere se si siano verificati casi di sospetta e/o accertata positività al Covid-19, ovvero se sia a conoscenza di casi di colleghi in autoisolamento. Chiede altresì che siano attentamente valutate le ragioni, al ricorrere delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, per effettuare la sanificazione delle strutture centrali.

Si resta in attesa di cortese e urgente riscontro e di doverosa informativa in materia di salute e sicurezza, stante la grave situazione di emergenza epidemiologica in cui versa il paese.

 

 

Firma anche tu la petizione per far chiudere subito tutti gli uffici pubblici che non trattano servizi essenziali