Lazio - Finalmente convocati per la riorganizzazione...

Roma -

Il 14 maggio si è svolto, presso la DRL, l’incontro relativo la riorganizzazione della Agenzia delle Entrate. Le aspettative dei  lavoratori erano moltissime, così come testimoniavano le innumerevoli firme apposte sotto la mozione proposta dalle RdB sulla richiesta di chiarimenti riguardo la mobilità, le ricadute professionali ed economiche, la trasparenza nei confronti dell’assegnazione degli incarichi e delle funzioni etc..

 

Non ci sono voluti più di 6/7 minuti per capire che quel giorno non si sarebbe svolto nessun incontro e che al suo posto , invece,  ci sarebbe stato offerto un vero e proprio “spettacolo d’intrattenimento” con tanto di applausi finali da parte di “alcuni”, grati, evidentemente, di essere intrattenuti.

 

L’amministrazione, nella persona del Direttore Regionale e del Responsabile delle Relazioni Sindacali,  apriva la riunione sottoponendo all’attenzione delle OO.SS. presenti, il “verbale di confronto”, scritto, stilato e impaginato pronto per essere firmato, come dire “siamo qui solo per ratificare quanto scritto nell’accordo nazionale, che prevedeva, infatti, un incontro tra la DRL e le OO.SS.”

 

Nulla ci è stato detto sulla riorganizzazione, sugli uffici costituendi, sulle competenze di detti uffici, sulle piante organiche, sulla procedura di mobilità del personale, sulle ricadute professionali ed economiche, sulla formazione, sulla procedura di assegnazione degli incarichi in funzione del nuovo assetto organizzativo; unica notizia certa è stata che la corresponsione delle indennità artt. 17 e 18 veniva prorogata fino al 2010, nonostante che le suddette attribuzioni riguardassero il vecchio modello organizzativo;  pressato dalle nostre insistenti domande, il Direttore Regionale  si alzava e abbandonava il tavolo invocando impegni inderogabili precedentemente assunti.

 

La riunione veniva sospesa, ripresa poi alle sei di sera con alcune sigle sindacali, si concludeva con la sottoscrizione di un verbale d’intesa, dove è stato ribadito che, così come recita il contratto, saremmo stati convocati, prima o poi, per l’informazione preventiva (!!!) sulla riorganizzazione.

 

Certo questi sindacati non potevano far altro, dopo la sottoscrizione dell’Accordo Nazionale, ma non capiamo perché si autorappresentano come l’ultimo baluardo democratico se poi si affrettano a firmare tutto ciò che l’amministrazione gli sottopone.

 

Oggi sicuramente il problema è quello di ricostruire un sindacato che sappia rappresentare bisogni e dignità dei lavoratori nei confronti dell’Amministrazione e del Governo, ed è questo il percorso che la RdB/CUB sta affrontando.  

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