Lazio - Fumata nera per gli Uffici centrali delle Entrate. Dopo un tris di incontri, rimandati a settembre.

Roma -

Si è chiuso con un rinvio a Settembre il trittico di convocazioni agli Uffici Centrali, avente per oggetto l’orario di lavoro.

Preliminarmente bisogna dire che le tre giornate di trattative hanno avuto ben poco a che vedere con l’orario di lavoro del personale degli Uffici Centrali.

Piuttosto si è discusso sulla questione dei turni, unico argomento degno di attenzione per l’Amministrazione.

Ed è stato appunto impossibile giungere ad una conclusione  in quanto oltre che a glissare su molti argomenti oggetto di contrattazione (orario plurisettimanale, flessibilità, banca ore, pausa pranzo) all’ordine del giorno, l’Amministrazione si è presentata con una ipotesi di  fabbisogno, peraltro non supportato da nessuna argomentazione, di ben 9.000 turni annui!

Certo sappiamo bene che gli stanziamenti del salario accessorio per gli Uffici Centrali, permettono di sbizzarrirsi in ripartizioni molto generose (nel 2007 il Fondo di Sede non si è potuto distribuire tutto ai destinatari, e la cospicua parte eccedente è stata ridistribuita con i criteri della produttività), però permettere a singoli direttori di esercitare il potere di attribuire somme sostanziose del salario accessorio senza alcuna trasparenza, ci sembra eccessivo.

Noi siamo d’accordo nel regolamentare l’istituto dei turni, che finora sono stati attribuiti in assenza di ogni regola, ma che ciò avvenga in un contesto di orario di lavoro e con l’indicazione delle vere esigenze che comportano una così ingente mole di previsioni di turni annui.

Ultima nota amara è la constatazione che a fronte di una nostra richiesta portata avanti da anni, quella di remunerare contestualmente la prestazione lavorativa del dipendente con l’indennità dovuta, l’Amministrazione, dapprima riconosceva alla sola indennità di turno la liquidazione trimestrale anticipata sul Fondo dell’anno corrente, poi alla nostra richiesta di estendere tale trattamento a tutte le indennità del Fondo di Sede, cassava definitivamente questa possibilità.

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