Lazio - Le pagelline degli Uffici Centrali

Valutazione del dirigente? No grazie, RdB non firma.

Roma -

Il giorno 13 Novembre 2008 nella sede Centrale dell’Agenzia del Territorio si è tenuta la trattativa per la ripartizione dei residui del FSRUP anni 2004-2005.   Questo formalmente era l’oggetto della convocazione inviata alle organizzazioni sindacali, ma di fatto la trattativa si è incentrata, come negli anni precedenti, sulla riproposizione della scheda di valutazione del dirigente per l’assegnazione di una parte del salario accessorio.

 

Questo tema, tanto caro all’amministrazione ed evidentemente non disdegnato da alcune delle organizzazioni sindacali presenti, che hanno accettato di buon grado la discussione, ha portato alla firma di un accordo per far partire (dicono in via sperimentale ) dal 1 Gennaio 2009 le valutazioni di tutti i dipendenti dell’Ufficio di Largo Leopardi.

 

E così i residui dal 2004 al 2008 verranno assegnati tramite criteri di apprezzamento del lavoro svolto applicati retroattivamente in base al raggiungimento di valori prestabiliti, senza specificare se tutto il personale potrà fruirne. Tutto ciò accade malgrado l'ufficio in questione abbia costantemente dimostrato negli anni passati che il suo buon funzionamento sia da attribuire all'apporto di tutti i lavoratori.

 

Ovviamente RdB non poteva accettare assolutamente questa impostazione che ha lo scopo di avviare una politica di divisione dei lavoratori basata su differenze economiche irrisorie a partire da uffici di particolare importanza come sono le direzioni centrali. Il primo passo per la successiva "esportazione" di questa politica subdola in tutti gli altri uffici dell’Agenzia. Si tratta insomma del classico Cavallo di Troia.

 

Noi ci siamo fortemente battuti in questi anni contro questo tipo di accordi e contro gli obiettivi che essi cercano di perseguire. Siamo ben lontani dagli strombazzati obiettivi della meritocrazia, dell'efficienza e dell'efficacia e ci pare invece di sentire la solita puzza di imbroglio.

 

Non ci stupiamo più ormai delle posizioni delle altre sigle sindacali le quali da tempo si riempono la bocca con la parola “meritocrazia”, un principio la cui applicazione non può dipendere da valutazioni soggettive come nel caso di quest’accordo. Ci stupiamo però che continuino su questa strada proprio quando i lavoratori stanno subendo un forte attacco al salario, ai diritti e alla dignità.

 

E come si risponde a questo attacco? Assecondando l’amministrazione o rivendicando salario e diritti per tutti i lavoratori?

 

Per quanto ci riguarda da sempre sappiamo da che parte stare: quella della difesa degli interessi di chi lavora e di chi in questi anni ha permesso a questa Agenzia di raggiungere sempre i suoi obiettivi.

 

Questa è l’unica valutazione che accettiamo e che chiediamo di applicare per la distribuzione del salario accessorio.

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