Lazio - Mobilità regionale 2008

Firmato l'accordo che definisce migliori regole per il futuro

Roma -

Giovedì 8 maggio 2008 è stato siglato l’accordo che definisce i criteri per la nuova mobilità volontaria regionale nel Lazio.

 

Abbiamo valutato l'accordo in modo complessivamente positivo e lo abbiamo sottoscritto perché pur non essendo il migliore degli accordi possibili sono state recepite importanti innovazioni rispetto al passato (l'ultimo accordo risaliva al 2005).

 

Sarebbe stato possibile apportare ulteriori modifiche investendo altro tempo sulla trattativa ma abbiamo cercato di dare un valore anche al fattore tempo. Tra la possibilità di perfezionare il meccanismo con una trattativa ancora lunga e quella di far partire subito la nuova procedura con le regole definite abbiamo optato per la seconda soluzione: ai Lavoratori non si poteva imporre un'attesa ulteriore.

 

Il nuovo accordo si caratterizza per la sua snellezza. Interviene a correggere alcuni passaggi particolarmente oscuri del precedente testo risalente al 2005 e segna - come detto - un'importante innovazione data dalla nuova procedura automatica per gli scambi di sede. Da ora in poi la mobilità regionale realizzata mediante gli scambi di sede avverrà senza la necessità di ulteriori passaggi burocratici.

 

Ci siamo preoccupati anche di aumentare la platea dei Lavoratori che potranno avvalersi della mobilità regionale, aumentando il numero di posti disponibili, sia in entrata sia in uscita, del 50% su base complessiva.

 

Ci siamo impegnati affinché venisse inserita una nota all’accordo con la quale è stata prevista la possibilità di un successivo incontro di verifica con il quale valutare l'impatto dell'accordo e l'insorgenza di eventuali problemi pratici prima della pubblicazione delle graduatorie.

 

Ci siamo impegnati infine, mediante una dichiarazione congiunta, a chiedere il coinvolgimento dei Lavoratori in servizio presso gli Uffici Centrali nella procedura di mobilità regionale. Sappiamo che il caso è particolare perché coinvolge diversi livelli di competenza: gerarchicamente gli Uffici Centrali dipendono dalle strutture di vertice ma al tempo stesso la loro collocazione geografica ci impedisce di ignorare la questione.

 

Siamo riusciti a incidere sulla trattativa in modo efficace e siamo riusciti ad apportare piccoli miglioramenti il cui valore è maggiore se si considera la stagione particolarmente dura che si è aperta sul versante dei diritti. In tempi che si annunciano cupi, disporre di un sistema di regole meno rigido può essere considerato un buon risultato.

 

Adesso occorre lavorare per rendere ancora migliore quel sistema.

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