Lazio - Territorio, Mozione dei lavoratori della Direzione Centrale

Roma -

 

I lavoratori degli Uffici Centrali dell’Agenzia del Territorio riuniti in assemblea il giorno 25 giugno 2012

RIFIUTANO

l’accorpamento delle agenzie fiscali previsto dalla bozza di Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012, il conseguente taglio degli organici e la chiusura degli uffici in essa prevista.

Quanto contenuto nella bozza di Decreto Legge è solo l’avvio di una serie di misure inaccettabili, già annunciate, che andranno a decurtare stipendi, salario accessorio e altre forme di reddito percepito dai dipendenti pubblici - fino a mettere in discussione finanche il posto di lavoro - in nome di una finta "spending review" che, lungi dal toccare sprechi e privilegi razionalizzando così le uscite di bilancio, scarica sui lavoratori tutti i costi e i tagli alla spesa con un approccio semplicistico e meramente ragionieristico.

Non si può qualificare come "spending review" il taglio indiscriminato dei salari a lavoratori che hanno contratti bloccati da tre anni, stipendi totalmente bloccati da due e livelli salariali tra i più bassi tra i paesi industrializzati (inferiori di svariate migliaia di euro finanche a quelli di paesi fortemente in crisi quali la Grecia o Cipro).

Nonostante questi blocchi i lavoratori pubblici hanno continuato a svolgere il proprio ruolo di garanzia del diritti costituzionali dei cittadini. Noi vogliamo continuare a svolgere questo ruolo e difendere il nostro posto di lavoro con ancora più forza.

Per questo

DENUNCIANO

1) Che la soppressione dell’Agenzia del Territorio è solo il primo passo che prelude al ritorno degli appetiti dei poteri forti che vogliono smantellare il catasto nazionale per decentrarlo ai Comuni, senza garanzie di mantenimento né dei livelli occupazionali né di quelli stipendiali dei lavoratori dell’Agenzia del Territorio;

2) Che questa controriforma arriva proprio nel momento in cui l’Agenzia ha affermato il proprio ruolo di contrasto all’evasione fiscale e di alta qualità dei servizi offerti, come è testimoniato dai numerosi documenti contrari all’accorpamento all’Agenzia delle Entrate deliberati dagli ordini e dalle associazioni professionali del settore;

3) Che solo l’Agenzia del Territorio, per la sua unicità può garantire quegli elementi di equità fiscale nella prevista riforma degli estimi catastali che un catasto spezzettato non potrà mai garantire con ricadute pesanti per le fasce più deboli della popolazione già fortemente penalizzate dagli alti livelli di tassazione a carico dei lavoratori dipendenti e pensionati;

4) Che tali pesanti e negative ripercussioni saranno ancor più drammaticamente accentuate dalla annunciata chiusura degli uffici nelle province con popolazione inferiore a 300.000 abitanti che provocheranno disagi all’utenza costretta a percorrere centinaia di chilometri per vedere soddisfatto un servizio pubblico;

DICHIARANO

Lo stato di agitazione del personale degli uffici centrali dell’Agenzia del Territorio;

INVITANO

Tutti i lavoratori delle agenzie fiscali a mobilitarsi per salvaguardare il loro ruolo nel Paese, il loro salario e i loro diritti;

PREANNUNCIANO

Azioni di lotta più incisive per i prossimi giorni se la situazione non dovesse mutare in senso positivo.

I lavoratori degli Uffici centrali dell’Agenzia del Territorio riuniti in assemblea convocata da USB e FLP.