Le Agenzie stanno messe male ma i Monopoli peggio

Chi dalla trattativa sotto Natale si aspettava un qualche regalo da parte dell’ARAN si sbagliava di grosso. Per tutto il comparto Agenzie Fiscali i soldi offerti sono una miseria e in compenso sono stati prospettati peggioramenti normativi e disciplinari.

 


Ma per i Monopoli la prospettiva è di una regressione ulteriore, sia normativa (se non si farà una specifica norma di raccordo che tuteli l’esistente) che economica (se le differenze oggi esistenti sul tabellare verranno inghiottite in cambio di… niente). Altro che progressioni, altro che riconoscimento della professionalità, altro che recupero delle discriminazioni subite in passato!

 


L’essere confluiti nel comparto Agenzie Fiscali avrebbe dovuto rappresentare per i Monopoli una occasione di sperimentare i benefici di una elasticità all’interno delle aree, ma il decreto che ha definito le dotazioni organiche per posizione economica ora diventa uno sbarramento che limita in modo vessatorio le sacrosante aspettative di crescita dei lavoratori. Anche il DPF possedeva delle dotazioni organiche ingessate, ma nell’ultimo CCNL è stata prevista la loro ridefinizione che verrà attuata con l’integrativo.

 


Per i Monopoli nemmeno questo. Ma attenzione a non cadere nel fatalismo: questa non è una maledizione caduta dall’alto, bensì il risultato di precisi comportamenti per i quali dobbiamo ringraziare il Ministro, il Dipartimento e il nostro caro Direttore. A proposito, avremmo voluto ringraziarlo di persona, il caro Direttore, ma dopo averci fatto dire che ci avrebbe ricevuti, ha incontrato evidentemente impegni più pressanti e persone più interessanti da ricevere.

 


Per i dirigenti già strapagati la fine dell’anno e il raggiungimento degli obiettivi, grazie alle fatiche dei lavoratori, rappresentano una occasione di introitare altri importi a 5 cifre. Per chi tira la carretta, invece, nella greppia non ci sono carote, e non c’è nemmeno la biada, ma solo minacce e frustate.

 


È il momento di organizzarci per attivare forme concrete di lotta e di blocco delle attività a più alto reddito per la nostra controparte. Discutiamone insieme in assemblea, con tutti quelli che stanno dalla parte dei lavoratori. Dobbiamo far capire che se il cavallo non trotta, la carretta si ferma e il padrone ci rimette ancora di più.



È evidentemente un padrone ottuso, che ci crede disposti ancora a tollerare. Dobbiamo dimostrargli che siamo giunti oltre il limite di sopportazione e solo allora forse si renderà conto che non può solo chiedere, deve anche dare. E per far vedere che la musica sta cambiando, quando il Direttore vi manderà gli auguri per il prossimo Natale, rimandateli indietro con queste parole: “Se li tenga per sé! Io non so che farmene: non posso usarli per pagarci il mutuo o le bollette, e la carta su cui sono stampati è troppo dura…”

 

Auguri di buona lotta.

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