Lettera al personale da parte dell'Agenzia Entrate su "indebiti accessi all'Anagrafe Tributaria"

Roma -

Il 26 ottobre, su ordine della Procura della Repubblica di Milano, sono state disposte perquisizioni a carico di dipendenti civili e militari dell’Amministrazione finanziaria, tra i quali 114 impiegati dell’Agenzia delle Entrate. La fattispecie di reato contestata è quella di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, prevista dall’art. 615-ter del codice penale.

Sulla vicenda è già intervenuto il 31 ottobre il Sig. Viceministro dell’Economia e delle Finanze, con una comunicazione rivolta a tutto il personale dell’Amministrazione finanziaria.

Di fronte alla gravità delle ipotesi formulate, l’augurio doveroso è che venga al più presto fatta piena luce dagli organi inquirenti. Ciò  nell’interesse anzitutto dei cittadini – cui va data piena garanzia che i dati relativi alla propria situazione fiscale sono utilizzati nel più scrupoloso rispetto delle norme in vigore – e nell’interesse poi dell’Agenzia e del suo personale, che devono veder tutelata la propria immagine e credibilità. Episodi marginali di leggerezza e di vana curiosità vanno nettamente distinti da comportamenti di reale infedeltà istituzionale, senza confonderli quindi con fattispecie con le quali nulla hanno a che fare. Confusione che, in qualche caso, è stata purtroppo alimentata da modalità istruttorie che - così come descritte da chi le ha subite e a cui va per questo la mia solidarietà – sono apparse del tutto inappropriate nel loro concreto svolgimento, fino al limite dell’insensatezza, tanto che sono state immediatamente segnalate al magistrato inquirente, dott. Francesco Prete, che ha espresso il suo personale rammarico e le proprie scuse per quanto accaduto.

L’Agenzia ritiene inaccettabile che da questa vicenda si tragga pretesto per gettare discredito sull’intera istituzione e sull’onorabilità del personale attraverso cui essa vive e opera giorno per giorno. Seminare inquietudine fra decine di migliaia di onesti operatori e privarli della serenità indispensabile per lavorare bene, suscitando in loro paura tale da spingerli a irrazionali richieste di autorizzazioni ad ogni passo della propria attività, potrebbe portare alla paralisi la macchina fiscale, proprio nel momento in cui l’Autorità di Governo e la sensibilità diffusa nel Paese vorrebbero invece che procedesse spedita nella sua missione.

Nella comunicazione citata all’inizio, il Sig. Viceministro ha ricordato che le polemiche in corso non possono essere “un diversivo per cercare di indebolire l’operatività quotidiana dell’Amministrazione finanziaria” e che “soprattutto in frangenti delicati come quelli attuali, è essenziale che l’opinione pubblica possa nutrire verso l’amministrazione assoluta fiducia: l’impegno al quale siamo insieme chiamati per abbattere in maniera significativa l’evasione fiscale richiede massima trasparenza e assoluto rispetto delle regole, impedendo che sulla nostra azione possa sorgere il minimo dubbio di indebite discrezionalità”.

Traendo lezione da questa dura esperienza, di cui pure tutti avremmo volentieri fatto a meno, occorre migliorare e rendere ancora più sicure le pratiche di lavoro e la funzionalità delle procedure, lungo la linea già da tempo tracciata. Diverse misure sono già allo studio per rafforzare ulteriormente la prevenzione del rischio che l’acquisizione di dati dall’Anagrafe Tributaria possa avvenire per finalità diverse da quelle istituzionali.

Bisogna però essere consapevoli che la soluzione del problema si presenta tutt’altro che facile, poiché vanno contemperate esigenze almeno in parte antitetiche, e cioè, da un lato, le esigenze di sicurezza, che indurrebbero in linea di principio a procedimentalizzare rigidamente ogni atto di accesso degli operatori al sistema e, dall’altro, l’esigenza di una facile fruibilità delle informazioni per la gestione dei diversi servizi istituzionali, nell’interesse primario della generalità delle decine di migliaia  di contribuenti che ogni giorno si rivolgono agli uffici dell’Agenzia per chiedere informazioni e assistenza.

Nel frattempo, sarà compito dei singoli dirigenti, facendo richiamo alle disposizioni già impartite fin dal 2002 e avvalendosi anche del materiale divulgativo disponibile su Intranet, adottare in sede locale con la massima urgenza ulteriori iniziative di sensibilizzazione sui delicatissimi risvolti di sicurezza e privacy connessi al trattamento dei dati presenti in Anagrafe Tributaria.

Il personale dell’Agenzia deve continuare ad operare con la stessa serenità con cui ha finora lavorato. Occorre lucidamente chiedersi se l’esatta cognizione dei contenuti dell’iniziativa giudiziaria in corso – che riguarda esclusivamente l’accesso ai dati di due personalità di grande notorietà pubblica a livello politico – giustifichi taluni eccessi allarmistici, come se ogni interrogazione all’Anagrafe Tributaria potesse di qui in avanti celare, a insaputa dell’operatore, rischiose implicazioni. E’ bene che ognuno rifletta liberamente su cosa sia ora più giusto fare. Iniziative estemporanee volte ad aggravare le incombenze a carico dei contribuenti o a precludere loro di fatto servizi di cui hanno finora fruito, potrebbero determinare un’involuzione nel clima complessivamente positivo di apprezzamento che ha fin qui circondato, secondo attestazioni della più varia matrice, l’attività dell’Agenzia (dato, questo, forse ancor più significativo in una nazione nella quale la qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni non gode in genere di elevata reputazione) e finirebbero solo per alienare, in un momento in cui si rivela ancora più indispensabile, il sostegno della collettività all’azione del nostro personale. Il senso vivo dell’orgoglio e della dignità del proprio lavoro – tra i più delicati e importanti al servizio del Paese – dovrebbe far intuire che questa reazione difensiva, pur comprensibile nel suo moto istintivo, sarebbe un grave errore.

Quanto prima possibile saranno comunque forniti in materia ulteriori chiarimenti a fronte delle giuste richieste di tutela del personale. Su questo punto sarà subito attivato un tavolo di confronto con le Organizzazioni sindacali.

Roma, 10 novembre 2006

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA F.F.
(Attilio Befera)

COPIA DEL DOCUMENTO ALLEGATA A FONDO PAGINA


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