Lettera aperta al Direttore Regionale Lazio dell'Agenzia Dogane

Roma -

All’alba dell’ennesima nuova nomina dell’ennesimo dirigente, naturalmente ad interim, chiamato ad occuparsi delle circ.ne doganale di Roma I , questa Organizzazione Sindacale sente la necessità di manifestare al Direttore Regionale alcune perplessità  nonché difficoltà  legate alla situazione specifica della Dogana di San Lorenzo.

 

Negli ultimi anni infatti si sono susseguiti un numero di Dirigenti che a memoria non siamo più in grado di ricordare, alcuni dei quali non hanno avuto neanche la possibilità di “iniziare” un percorso lavorativo e, quindi, instaurare un rapporto professionale ma anche umano con i lavoratori.

 

Spesso i lavoratori hanno avuto traccia dell’esistenza di un nuovo Dirigente a mezzo lettere o ordini di servizio che sollecitavano una accelerazione di alcune lavorazioni per il fatidico “raggiungimento degli obiettivi”, ed essendo allocati in diverse strutture i lavoratori non appartenenti agli uffici di Direzione, spesso non hanno neanche avuto il piacere di conoscere i Direttori susseguitisi.

 

D’altra parte anche per le OO.SS e le Rsu  non è affatto facile costruire un percorso sindacale con una Dirigenza  evanescente, che a volte si nasconde proprio dietro all’essere nuovi ed al voler prendere coscienza della situazione prima di cominciare a risolvere le molteplici difficoltà.

 

Quindi, in una Dogana dove le problematiche sindacali vanno dalla fatiscenza dei locali e  della loro scarsa pulizia, dal fatto che la legge 626 sia regolarmente e completamente  ignorata, con gravi possibili conseguenze per la sicurezza e la salute e dei lavoratori e dell’utenza stessa a problemi di ordine “professionale” di un certo rilievo, diventa chiaramente impossibile esercitare la funzione sindacale in tutte le sue specificità.

 

D’altra parte la domanda sorge spontanea relativamente a quale sia la strategia e, se ce ne sia una, dell’Agenzia rispetto a questa dogana: spesso ai lavoratori è stato fatto credere di appartenere ad una dogana che ha contributo concretamente alla lotta alla contraffazione del made in Italy (ricordiamo il premio San Matteo anno 2006) ma molto più spesso si sono sentiti completamente ignorati sia  nella dimensione dell’essere lavoratori ma soprattutto nella dimensione dell’essere persone.

 

Un atteggiamento così distratto da parte dei vertici di questa Agenzia va a colpire la dignità stessa dei lavoratori che, anche nell’ennesima circostanza di cambio al vertice, un po’ disillusi e molto amareggiati continuano, nonostante tutto, a fare il proprio dovere con serietà e tanta difficoltà.

 

Confidiamo in un nuovo Dirigente che ci auguriamo non essere l’ennesimo fantasma, anche se voce di popolo già parla di una nuova (o vecchia) nomina  tra qualche mese in vista del tanto agognato Ufficio Unico; confidiamo nella possibilità di iniziare anche un contraddittorio sindacale che porti comunque un miglioramento delle condizioni del personale.

 

In attesa di un cenno di riscontro distintamente salutiamo.

 

Roma 10 settembre 2007

 

p. Coordinamento Regionale Lazio RdB Cub/ Agenzie Fiscali Alessandra Landini

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