Lezioni di democrazia, a proposito del rinnovo delle RSU

Roma -

Da mesi si cerca inutilmente di trovare all'ARAN una via d'uscita dal labirinto contrattuale costruito dalla riforma Brunetta e da mesi commentiamo con durezza lo stallo negoziale originato da una riforma caotica e insensata.

Fra le vittime sacrificali della riforma ci sono per ora anche le RSU, sulle quali la Cgil sostiene che noi facciamo disinformazione.

 

E dà lezioni di democrazia...

 

Strano che ci arrivi una lezione di democrazia da chi ha appena affermato - il 30 settembre al tavolo ARAN - che le RSU decadranno automaticamente il primo dicembre 2010, quando nessuna legge o regola lo prevede.

 

La lezione di democrazia viene da chi si oppone alla modifica del regolamento, chiesta da RdB ad esempio per fare votare precari e tirocinanti e per renderli eleggibili, per consentire a tutti di esercitare il diritto di assemblea in campagna elettorale, per eleggere RSU anche a livello regionale (e i lavoratori sanno quanto servirebbe una RSU regionale nel comparto Fisco).

 

Strano infine che una lezione di democrazia venga da chi cerca di zittire, senza successo, il sindacalismo conflittuale e di base, imponendo il ricatto della firma sui contratti, e regole sulla rappresentatività che sono peggio del porcellum elettorale e di qualsiasi legge truffa.

 

La Cgil vuole votare anche senza aver definito i nuovi comparti di contrattazione: sarebbe come votare alle politiche prima di stabilire i collegi elettorali. È democrazia questa?

È democrazia avere migliaia di RSU decadute ovunque nella Pubblica Amministrazione e nel più totale silenzio di tutti? O è già il “modello Pomigliano” su cui anche la Cgil si dice pronta al confronto con Confindustria?

 

È democrazia aver permesso che alle Entrate, si aprisse una fase di vuoto di rappresentanza con RSU tanto numerose quanto inutili, frullate nel caos della riorganizzazione? RdB chiede da mesi di votare con regole chiare, dopo la ridefinizione (non voluta né mai chiesta) dei comparti di contrattazione e di voto, imposta dalla riforma della PA.

Ma RdB denuncia anche lo svuotamento dei poteri negoziali delle RSU, alle quali sono state sottratte materie di contrattazione importanti.

 

Oggi da una parte si lavora per impedire ai lavoratori di andare al voto temendo il giudizio dei lavoratori sulle politiche sindacali filo-governative; e dall'altra parte si chiede di votare per capitalizzare il malessere dei lavoratori a fini elettorali, senza preoccuparsi di dare vero potere alle rappresentanze.

I lavoratori hanno bisogno di tutele forti e hanno bisogno di rappresentanze forti e combattive che li tutelino a partire dai luoghi di lavoro, dove troppi segnali annunciano l'imbarbarimento delle condizioni lavorative spesso nel silenzio più totale di chi li dovrebbe difendere, ora più che mai.

 

Noi, con la Cgil, chiediamo che si voti presto. Al di là delle campagne pubblicitarie servono RSU forti, per arginare la deriva autoritaria dell'amministrazione.

 

FIRMA ANCHE TU L'APPELLO DELLE RSU PER LA DEMOCRAZIA SINDACALE

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