Liguria. DRE 24 ottobre 2006

Genova -

Diritti sindacali. Ricordiamo che alla nostra sigla, di fatto, è stato impedito di partecipare alle riunioni del 29 settembre e del 6 ottobre, perché coincidevano rispettivamente con un nostro “congresso” e con il riuscitissimo sciopero del precariato.

Ieri, 24 ottobre, per la prima volta da allora, siamo tornati al tavolo regionale e abbiamo sottolineato che diritti sindacali come lo sciopero e congressi sono eccezioni rispetto alla regola che prevede che il rinvio delle riunioni vada chiesto da tutte le sigle sindacali. CGIL, pur se con qualche distinguo, alla fine, ha detto che era d’accordo. CISL ha detto che era ovvio che fosse così, anzi pensava che così già fosse… peccato che, con l’approssimarsi del 29 settembre e del 6 ottobre quando abbiamo sollecitato, con tali motivazioni, il rinvio, anche di un solo giorno, abbiano agito diversamente. Ora, impedendo nuovi futuri “colpi di mano”,  abbiamo ottenuto che il riconoscimento di tali diritti sia messo per iscritto! 

Revisione accordo del 6 ottobre. Lo abbiamo già detto in precedente comunicato. Quell’accordo, costruito e stilato in nostra assenza, non ci piace per diversi motivi, che non ripetiamo. E continua a non piacerci anche se ieri, in coincidenza col nostro ritorno sul tavolo, è già stato modificato nella parte che escludeva i lavoratori degli Atti Giudiziari della sezione staccata di Genova1 dalla possibilità di partecipare all’interpello per restare in DRE.

Distacchi eterni? No grazie. Altra nota dolente dell’accordo del 6 ottobre è stato il “condono” di quei distacchi, ufficialmente attribuiti per motivi di servizio, che si portavano avanti da anni. Per evitare che in futuro ci si possa trovare nuovamente a situazioni del genere abbiamo richiesto (ed ottenuto) che parte integrante dell’accordo che si sta preparando sulla mobilità sia la limitazione, la precisa motivazione inviata ai sindacati e la durata (massimo sei mesi non rinnovabili) dei distacchi “per esigenze di servizio”. Per noi i diritti devono essere uguali per tutti.

Crediamo che quanto accaduto sia la dimostrazione lampante del fatto che una voce come quella delle RdB non può, né con la buona né con la cattiva fede, essere estromessa dal tavolo di dibattito, sia per motivi di democrazia, sia perché su tale tavolo il contributo delle RdB può essere determinante.

Mobilità volontaria. Proseguono i lavori per la preparazione di un accordo strutturale che consenta, tutti gli anni, ad alcuni lavoratori di richiedere, ed ottenere, su regole certe ed uguali per tutti, il trasferimento dal proprio ufficio ad altro… il 2 novembre ci sarà nuova riunione del “tavolo tecnico”, che dovrà fornire indicazioni sui numeri in uscita dai diversi uffici.

Al momento si ragiona su un ipotesi che prevede un numero totale di posti in uscita di 12, uno per ufficio, a cui si aggiungerebbero, per il 2007, altri tre posti, 20% della differenza tra 2006 e 2005 del personale in servizio). Nulla è stato ancora definito. Su molte cose ci siamo trovati d’accordo. In particolare, come dicevamo, sulla regolamentazione delle procedure. Su alcune riteniamo vadano effettuate precisazioni e limature. Su altre siamo assolutamente in disaccordo…

In particolare, non ci piace l’esclusione dalla possibilità di fare richiesta di mobilità del personale CFL. Noi crediamo che un segnale in tal senso, pur con eventuale recuperabilità del posto in uscita in caso di mancata conferma del contratto, sia un segnale importante per sottolineare i diritti di questi lavoratori precari.

La possibilità di fare richiesta è un diritto che non deve essere negato. Non penalizzare i lavoratori a tempo indeterminato nelle graduatorie di mobilità si potrebbe fare comunque dando forte peso alla durata della permanenza presso la sede da cui si chiede di “uscire”…  

Nascondersi dietro il fatto che “non si può”, senza neppure sforzarsi di cercare una soluzione, significa trattare i lavoratori in modo diverso tra loro… significa accettare il principio che le scelte di gestione aziendale condizionano, nei fatti, i diritti dei lavoratori… e questo, secondo noi, non è mai un bene! Per nessun lavoratore.


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