Liguria - Entrate, fondo 2011: il paravento

Genova -

La riunione di ieri per la assegnazione delle indennità per le particolari posizioni ha visto finalmente svelate le reali intenzioni delle sigle confederali.

 

Se la UIL, rappresentata dal sig. Bianco, da sempre non vuole che altri lavoratori possano accedere alla spartizione di eventuali residui di budget mantenendo le garanzie esclusive di chi è inserito nella famigerata tabella B dell’accordo nazionale, CGIL e CISL negli anni passati avevano comunque cercato di mediare con l’assurdità di questo istituto collaborando con RSU e le altre sigle sindacali per poter consegnare ad una platea più vasta un riconoscimento economico.

 

Ogni anno si sono trovati criteri oggettivi (seppure in ritardo di due anni) per poter allargare il numero dei dipendenti cui riconoscere un’indennità.

 

Incredibilmente per il 2011 ciò appare impossibile. Per CGIL non è possibile discutere la distribuzione del fondo 2 anni dopo ed a consuntivo di ogni attività svolta e senza alcun precedente accordo sui criteri relativi alla sua equa distribuzione. Eppure è ciò che ha fatto per il 2010, il 2009, il 2008 andando indietro fino alla nascita di queste indennità. Come mai solo per il 2011 c’è necessità di avere un precedente accordo sui criteri relativi alla sua equa distribuzione?

 

Il paravavento per non distribuire più ad altri lavoratori quota di queste indennità si chiama Ordine di servizio 1/2011. Infatti, come per CGIL, anche la CISL manifesta la propria contrarietà nel dare applicazione ad un accordo che prevede la corresponsione di specifiche indennità sulla base dell’ OdS n. 1/2011 del 07/02/2011.

 

Di fronte a proposte fatte da CGIL che le stesse OO.SS. sanno essere impraticabili, seppur auspicabili (gli eventuali residui del fondo vengano distribuiti fra tutto il personale escluso da ogni altra indennità. Sarebbe piaciuto a USB sentire sempre queste proposte anche negli anni passati da parte di CGIL, magari pure a livello nazionale), l’unica posizione chiara da parte delle sigle confederali è non discutere su altre figure indennizzabili e chiudere l’accordo pagando solo gli aventi diritto da tabella B. Finalmente emerge la vera natura del principio che sottende alle indennità: valgono solo le figure decise dall’accordo nazionale a Roma e non si discute più di nulla nella contrattazione locale penalizzando così tutti quei lavoratori che potrebbero ottenere un minimo riconoscimento per quanto svolto nel 2011 in attività particolari o straordinarie. Si decide tutto a Roma. Punto. Giù la maschera!

 

Se non si rientra nelle figure previste nessuno percepirà nulla. Questo è stato il messaggio forte e chiaro delle sigle Confederali di fronte ad una imbarazzata Amministrazione che probabilmente si era predisposta ad arginare una valanga di credibili e oggettive richieste di indennità da parte sindacale a favore dei lavoratori. Invece nulla.

 

Solo USB ha cercato di continuare a portare avanti un percorso che in questo ufficio ha sempre offerto un riconoscimento, magari simbolico, a più persone possibile, per quanto svolto. La prova è stata palese quando USB ha insistito perché si verificasse immediatamente, senza perdere ulteriore tempo, la praticabilità della “provocatoria” proposta CGIL di remunerare le persone che non sono state indennizzate negli anni precedenti.

 

Le stesse OO.SS. ed RSU hanno preso atto dell’impossibilità di percorrere tale strada. USB non ci sta a chiudere solo sulle indennità da tabella B e continuerà a mantenere la rotta adottata storicamente in questo ufficio a difesa dei lavoratori rallegrandosi che almeno la sola RSU ha condiviso di scegliere una linea per una trasparente ed equa distribuzione delle risorse.

 

Lo sciopero generale del 18 ottobre e le assemblee in tutti i posti di lavoro, dal 30 settembre all'11 ottobre, saranno l'occasione anche per dire basta al sindacato collaborazionista sempre pronto a sostenere l'amministrazione contro gli interessi dei lavoratori.

 

 

 

 

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