Lombardia - Entrate, Bergamo: il problema non è stato solo il direttore

Bergamo -

Oggi si è insediato presso la Direzione Provinciale di Bergamo un nuovo Direttore.

USB ha inviato al nuovo Dirigente una lettera di benvenuto e di augurio (che trovate allegata a questo comunicato), accompagnata dalla speranza che possa finalmente aprirsi una fase di ricostruzione professionale, umana e organizzativa, dopo i due anni che hanno trasformato i corridoi della DP in una palude velenosa e che
lascieranno ferite profonde nella nostra realtà lavorativa.

Ma sarebbe un grave errore raccontare quanto accaduto a Bergamo come una vicenda legata a una sola persona.

Il problema, infatti, non è stato soltanto un modello gestionale caratterizzato da arroganza, sfiducia nei confronti del personale, mancato rispetto degli impegni assunti, decisioni opache e relazioni lavorative spesso vissute dai colleghi come mortificanti e vessatorie.

Il problema è stato anche chi tutto questo lo ha tollerato.

Per oltre due anni USB ha denunciato pubblicamente il progressivo deterioramento del clima interno della Direzione Provinciale di Bergamo. Lo ha fatto nelle assemblee, nei tavoli sindacali, nelle note ufficiali e nelle interlocuzioni con i vertici dell'Agenzia.

Abbiamo segnalato il crescente disagio del personale, la perdita di fiducia nell'organizzazione, il diffondersi di un senso di frustrazione e demotivazione che ha coinvolto lavoratrici e lavoratori di ogni area e livello professionale.

C'è voluto troppo tempo e tutta la nostra determinazione per far cambiare le cose.

La Direzione Centrale e i vertici nazionali dell'Agenzia hanno scelto di non intervenire, ignorando sistematicamente le richieste di verifica e di confronto provenienti dal territorio.

Quando decine di lavoratori denunciano un problema e per anni non ricevono alcuna risposta, non si può parlare di semplice sottovalutazione. Si tratta di una precisa assunzione di responsabilità politica e amministrativa.

Per questo motivo chi oggi celebra il cambio al vertice come la soluzione di tutti i problemi dovrebbe prima spiegare al personale perché si è arrivati a questo punto.

Ma esiste un'altra responsabilità che non intendiamo lasciare sotto silenzio.

Mentre decine di lavoratrici e lavoratori cercavano sostegno e interventi concreti, altre organizzazioni sindacali hanno scelto una strada diversa.

Anziché ascoltare il disagio che emergeva con forza dal personale, hanno preferito difendere e sostenere l'operato della Direzione, in ogni sede e a ogni livello.

Hanno minimizzato, giustificato, coperto.

Hanno voltato le spalle a chi denunciava problemi reali e hanno delegittimato chi chiedeva semplicemente rispetto, trasparenza e dignità lavorativa.

Per questo oggi appare quantomeno singolare assistere a improvvise conversioni, a tardive prese di distanza e a tentativi di intestarsi risultati ai quali non si è contribuito.

Chi fino all'ultimo giorno ha sostenuto quel modello gestionale non può oggi presentarsi come protagonista del cambiamento.

La memoria delle lavoratrici e dei lavoratori è molto più lunga di quanto qualcuno immagini.

Ora si apre una nuova fase.

USB continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: rappresentare il personale, denunciare ciò che non funziona e pretendere il rispetto delle persone e delle regole.

Senza opportunismi.

Senza convenienze.

Senza cambiare posizione a seconda della direzione del vento.

Perché la normalità che oggi tutti invocano è stata costruita anche grazie alla determinazione di chi, in questi anni, ha avuto il coraggio di denunciare quando molti preferivano tacere.

USB Agenzie Fiscali Bergamo