Parte il diesel Monopoli

Firmato accordo su mobilità e messe le basi per orario di servizio

Nella riunione del 20 aprile, realizzata presso la direzione dell’AAMS, si è firmato un primo accordo sulla mobilità volontaria nazionale e si sono messe le basi per una riorganizzazione dell’orario di lavoro. Come le vecchie macchine alimentate a gasolio, la partenza dell’organizzazione dei Monopoli, che dal 1 marzo hanno rafforzato sensibilmente la propria pianta organica accorpando centinai di lavoratori provenienti dal MEF, sta cominciando percorrere i primi chilometri.

 

Abbiamo sollecitato più vote la necessità di questo incontro e finalmente siamo riusciti a concludere qualcosa ma, ovviamente, continueremo a spingere l’Amministrazione affinché realizzi in fretta quanto programmato.

 

L’accordo sottoscritto sulla mobilità nazionale volontaria è un primo importante passo che permette ai lavoratori interessati di esprimere liberamente una scelta della provincia in cui intendono trasferirsi. Utilizzando queste indicazioni cercheremo di realizzare una mobilità che riesca ad accontentare il maggior numero di lavoratori.

 

Sull’orario di lavoro abbiamo ottenuto, a differenza di quanto accaduto in altre Agenzie, di partire da una rilevazione degli orari di lavoro adottati nelle sedi locali  per poi aprire un tavolo nazionale che suggerisca alcune linee guida che permettano la realizzazioni di accordi territoriali che rispondano alla necessità dei lavoratori.

 

USB ha sottoscritto questa intesa perché mette al centro le esigenze dei lavoratori da cui partire per realizzare accordi che le riescano a soddisfare. Questo è il modo di affrontare i problemi, anche se ciò sta avvenendo, a nostro parere, un po’ troppo lentamente.

 

Un'altra importante questione che abbiamo sollevato è quella di reperire risorse per implementare  il fondo del personale, infatti, ad un aumento di lavoratori e lavorazioni non è seguito un proporzionale aumento delle risorse. Su questo abbiamo chiesto ed ottenuto l’impegno dell’Amministrazione. La strada imboccata ci sembra buona ma occorre accelerare perché le problematiche sono ancora tante, a cominciare dalla logistica e dal reperimento delle risorse. Noi come USB continueremo ad impegnarci sostenuti dai lavoratori che credono nel nostro lavoro.

 

Unica nota dolente della giornata è stata l’informativa sul part time consegnata dall’amministrazione alle organizzazioni sindacali, a seguito dell’entrata in vigore del collegato al lavoro. L’amministrazione ha confermato la volontà di restringere tale possibilità e di revocare gran parte dei contratti firmati, scegliendo di applicare in modo restrittivo una norma vessatoria per i dipendenti pubblici che diviene ancora più odiosa in mano ad amministrazioni che non si fanno alcuno scrupolo nel comprimere i diritti dei più deboli. 

 

I lavoratori interessati al part time e soprattutto le lavoratrici sono costretti a ridurre il proprio orario di lavoro rinunciando anche ad una parte del proprio salario, per necessità familiari generate dai continui tagli allo stato sociale; infatti in assenza di sostegno statale ricade sulle loro spalle l’attività di cura e assistenza di figli, anziani e disabili.

 

Abbiamo ricordato che L’art 16  della legge 183/2010 stabilisce che “entro centottanta giorni dall’entrata in vigore ... le amministrazioni possono sottoporre a nuova valutazione i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale ...”  e che ci sembra assurdo che immediatamente quel “possono” sia stato corretto in “devono” attaccando i lavoratori più deboli e, considerato l’orario di lavoro ridotto, i più malpagati.

 

Scarica il comunicato in fondo alla pagina.

 

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