Piemonte - Entrate, verbale assembleare Rivoli (TO)
Pubblichiamo il verbale dell’assemblea tenuta da USB con il personale dell’UT di Rivoli (TO) ed inviato alla DP2 dell’Agenzia delle Entrate:
OGGETTO: ASSEMBLEA DEL PERSONALE UT-RIVOLI 04/03/2026
In data 04 marzo 2026 la scrivente O.S. ha tenuto un’assemblea del personale dell’Ufficio di Rivoli, confrontandosi con il personale intervenuto su tematiche di carattere sia nazionale che locale.
Tra gli argomenti trattati il progetto di apertura pomeridiana degli sportelli dedicato ai professionisti, annunciato dai vertici dell’Agenzia alla platea di professionisti riuniti per seguire il Forum dedicato a lavoro e fisco, organizzato dal Consiglio nazionale e dalla Fondazione studi dei consulenti. Inutile dire che l’argomento avrebbe dovuto essere affrontato in un confronto nazionale con tutte le OO.SS., in assenza del quale e come già accaduto per l’apertura straordinaria per la “precompilata”, rischia di trasformarsi in una ennesima misura spot di carattere politico.
L’assenza di dialettica nazionale sul tema è tuttavia accompagnata da altrettanto silenzio a livello locale, con il mancato coinvolgimento delle OO.SS. presso i territori interessati dal progetto anche su materie che, per definizione, dovrebbero essere trattate in sede sindacale.
In tale sede si rileva che presso gli Uffici della DPII si sia comunque assistito al tentativo di organizzazione diurna/pomeridiana di turnazione degli sportelli, interpellando informalmente i colleghi, secondo modalità che potrebbero impattare sull’orario di lavoro, le flessibilità, la pausa pranzo. Va da sé, tuttavia, che un ambito di discussione adeguato dovrebbe affrontare anche altri tipi di ricaduta, tra i quali quello dei carichi di lavoro presso gli Uffici Territoriali (già oberati e dove il “multi-tasking” ha raggiunto livelli poco tollerabili), quello della formazione e il tema della sicurezza per strutture che dovrebbero avere apertura prolungata. Crediamo, inoltre, che il requisito della “volontarietà”, previsto dal progetto, dovrà essere osservato scrupolosamente nel rispetto delle esigenze vita-lavoro del personale.
Pertanto in assenza di prerequisiti di fattibilità e di conoscenza in relazione al progetto, l’assemblea esprime la propria contrarietà allo stesso.
In corso di assemblea è stato inoltre trattato il tema del sistema di valutazione V.A.L.E., anche in relazione alle ricadute che lo stesso avrà su aspetti importanti della vita professionale quali le progressioni economiche e la distribuzione dell’FRD.
Come USB non abbiamo fin dall’inizio condiviso l’intesa nazionale che portò alla nascita del sistema di valutazione come lo conosciamo, poiché ritenuto privo di un sistema di garanzie a tutela del personale che fungesse da contrappeso all’eccessiva discrezionalità valutativa posta in capo alla dirigenza (con particolare riferimento al peso delle variabili “comportamentali”).
In assemblea è emerso come l’introduzione del sistema di valutazione V.A.L.E., innestandosi in un sistema di lavoro per obiettivi, renda il clima poco sereno in assenza di correttivi adeguati. L’applicazione del sistema di valutazione individuale da parte della dirigenza dovrebbe tener conto delle carenze organizzative (es. carico di lavoro sovra determinato, continue variazioni normative che incidono sui processi, ecc.), a meno che non si vogliano eludere i problemi strutturali dell’Ente imputandoli a presunte difficoltà dei singoli. In tal senso si stigmatizza qualsiasi modalità atta a “cottimizzare” e individualizzare il rapporto di lavoro. I limiti palesi, in tal senso, si evidenziano anche nell’assegnazione degli obiettivi e nei colloqui “di patto”. Difatti sebbene gli obiettivi siano di Ufficio o comunque di gruppo, con i colloqui di patto non si assiste ad un processo condiviso come indicato nelle linee guida della funzione pubblica, bensì a una mera notifica degli stessi. L’Assemblea pertanto crede che l'Amministrazione non debba e, non possa, utilizzare lo strumento della valutazione individuale quale "leva gestionale" per "sollecitare" il personale ad assolvere continue e pressanti richieste lavorative. Al contrario, è necessario un piano di intervento sui problemi dell’Ufficio, unitamente ad un percorso di valorizzazione della professionalità che parta dal riconoscimento del lavoro svolto da tutti.
Tra le materie di carattere locale è stata trattata la comunicazione RTD n. 1568, con la quale si definiscono modalità di accoglienza e accompagnamento di esterni da parte del personale. Su tale punto è stata evidenziata l’inopportunità della misura, in relazione a situazioni “critiche” che possono verificarsi con terzi. Al contrario l’Amministrazione dovrebbe gestire l’accesso e il transito per i locali dell’Ufficio secondo modalità che non coinvolgano il personale sul piano degli adempimenti per la sicurezza, come già avviene in altre strutture del Piemonte.
Sono infine emersi forti dubbi sulle modalità di assegnazione di colleghi al progetto ARTS, ritenendo che tali mansioni dovrebbero essere assegnate solo su opzione volontaria e previa verifica di eventuale inidoneità dei singoli agli ambienti di archivio. Nello specifico si rileva l’inopportunità di assegnazione di personale neoassunto al progetto, poiché si ritiene che il percorso formativo di ingresso dovrebbe essere orientato alle principali attività lavorative, caratterizzanti le mansioni da funzionario.
Sulla base di quanto sopra la portiamo a conoscenza di quanto emerso in assemblea e sostenuto dalla nostra O.S.
Distinti saluti
USB-P.I Agenzie Fiscali